Permanenze: appunti di viaggio e di paesaggio in Turchia

Mercoledì 23 ottobre 2013, alle 18.00, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma in Piazza della Repubblica, si inaugurerà la mostra collettiva di pittura e scultura “Permanenze. Appunti di viaggio e di paesaggio in Turchia”.

appunti

Mercoledì 23 ottobre 2013, alle 18.00, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma in Piazza della Repubblica, si inaugurerà la mostra collettiva di pittura e scultura “Permanenze. Appunti di viaggio e di paesaggio in Turchia”. La mostra, a cura di Angelo Andriuolo e Francesco Giulio Farachi, in collaborazione con Ars Imago Dei, Lentarte, RadioColonna, resterà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2013 negli orari di apertura degli uffici. Cosa può rappresentare oggi un viaggio in Turchia? La scoperta e la meraviglia, certo. Scorci e paesaggi  diversi di un Paese che raccoglie nel suo territorio e nella sua cultura memorie e vestigia millenarie, sopravvivenze e autenticità che si conservano nel presente intatte, incontri e scambi e traffici al crocevia fra mondi adiacenti, la rivelazione di una Natura varia e sorprendente, anche la modernità più dinamica e vivace di una civiltà composita. Ma la Turchia, frontiera e consistenza, ha fascino ulteriore e straordinario, è una terra di immaginaria realtà, è vicina, simile e altra, è una terra in cui, chi arriva e sosta, conquista una dimensione unitamente di oggettività e magia che poi rimane dentro, che si trasforma in visione densa,  sicura, persistente. Il ricordo diventa cristallo allora nel fascino sottile di un’atmosfera respirata, il dato di fatto si erge come una roccia che sgrana polveri e colori di realtà sul fantasticare di un’immagine. Immagini,  dunque, della Turchia formano l’insieme di questa mostra e sono impressioni e annotazioni relative a un incontro, a una conoscenza, all’acquisizione all’interno di una propria personale memoria, non solo di un paesaggio suggestivo o di un particolare significativo, ma di un’intera esperienza vivificante. Nove artisti italiani espongono opere che sono l’immagine a loro rimasta e comunicata del Paese, sono il solco impresso nel loro almanaccare su pitture e materie, sono la permanenza del mondo visto e vissuto durante la loro permanenza in Turchia. Tutti questi artisti, infatti, hanno dimorato, chi più a lungo, chi meno, in diverse località della Turchia, e ne hanno riportato non tanto la fuggevole sensazione del visitatore, ma piuttosto il rinvenimento profondo di nuove e antiche radici, la sintonia emozionale di un’appartenenza e affinità affettiva. Permanenze, allora, nel senso sia del soggiorno che ciascuno di essi ha fisicamente, mentalmente e sentimentalmente svolto, e pure nel senso di tutto quello che di meravigliosamente stabile è stato recepito, come atmosfere, circostanze, percezioni e incanti, nella loro intima visione. Sono luoghi e sensazioni, luci, colori, materie e forme, illusioni, effettività di un mondo scoperto e ritrovato, dialoghi da instaurare nel chiuso del proprio immaginario e da aprire al confronto con gli altri. 

 

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