Recondita armonia a Roma negli spazi espositivi di Palazzo Santa Chiara

Ennio Calabria “Autoritratto: scambi vuoti con la ragione”, 2012, acrilico su tela, cm. 80x60 Ennio Calabria “Autoritratto: scambi vuoti con la ragione”, 2012, acrilico su tela, cm. 80x60
Con il titolo “Recondita armonia”, la storica dell’arte e gallerista Carla Mazzoni lo scorso 23 giugno ha inaugurato a Roma, nelle Sale espositive di Palazzo Santa Chiara (Piazza Santa Chiara 14) , una selezione di opere degli artisti Ennio Calabria, Laura D'Andrea, Petrantoni, Giorgio Dante, Raffaele Della Rovere, Carlo D'Orta, Francisco Goya, Lorenzo Gramaccia, Hokusai, Ernesto Lamagna, Stefania Lubrani Fiore, Luigi Montanarini, Mario Moretti, Diego Nocella, Claudio Perri e Lorenzo Romani (aperta fino al 31 agosto dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 19.00 nel rispetto delle regole anti Covid-19: mascherina e distanziamento).

Scopo della mostra è quello di far riflettere sul rapporto tra società e artisti, tra ideologia e arte sempre più vista non più come “oggetto” da osservare e conservare ma come “soggetto” con cui relazionarsi. Conseguenza di questa visione dell’arte è che ciò che viene “definito” opera d’arte si trasforma in affare, in denaro, in potere, in ricerca di ipervisibilità che assumono il ruolo di valore guida del’attuale sistema dell’arte. La “creatività”, che è di tutti, viene così confusa e scambiata per l’unicità che distingue l’Arte. Scopo della mostra è, quindi, la necessità di raffermare l’arte come processo generativo del pensiero contro un sistema culturale che, nell’attuale vuoto critico, pone in primo pino la spettacolarizzazione del’opera d’arte.
“Proprio quando Duchamp ha negato l'idea stessa di opera d'arte, scrive Carla Mazzoni, si è verificata la metamorfosi: l'artista oggi contrappone al negato valore estetico dell'opera il suo ‘fare arte’ che è espressione della sua identità ed è intorno a lui e a quei valori negati che si sviluppa l'atmosfera magica ... Cosa abbiamo inteso rintracciare di così armonico da creare un recondito legame tra queste opere alquanto diverse tra loro per tecnica e anno di creazione? Non l'epoca, non la forma, non il colore, non la tecnica. Infatti, ognuna di esse ha un suo specifico carattere vitale ‘unico’ che dà luogo a forze invisibili di diversa intensità e potenza” .
Nel corso dell’esposizione, lunedì 27 giugno, inizio alle ore 18,30, nella Sala Teatro di Palazzo Santa Chiara si svolgerà l’Incontro d’Arte “Opera – Artista - Pubblico” che vedrà sul palcoscenico il dipinto “Ischia - Tramonto al Castello Aragonese” di Ernesto Lamagna, un'opera di straordinario interesse per i molti sensi a cui rimanda. Un'opera barocca, espressionista, che cela dietro l'abbacinante bellezza dei colori e delle forme la spesso inquietante realtà quotidiana.
In precedenza, protagonisti degli “Incontri d’arte” sono stati, tra gli altri, il filmato delle opere dell'artista americana Sturtevant, premiata alla Biennale di Venezia, sostenitrice del valore della ripetitività e della copia d'autore, quello con l'opera “Garrula morte” di Ennio Calabria, con Mario Moretti e un suo “Deserto” e l'ultimo, in ordine di tempo, quello con l’artista Franco Ferrari.
La mostra, organizzata dal Centro Studi Arte Contemporanea “Preferiti” e da “Palazzo Santa Chiara” con il Patrocinio del Centro d'Arte Internazionale ANTINOO, è accompagnata dai testi in catalogo di Carla Mazzoni, Laura Catini & Robertomaria Siena.

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