“Roma Pop City 60-67” al MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma

"Roma Pop City 60-67" "Roma Pop City 60-67"
Fino a domenica 27 novembre 2016, il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma (via Nizza 138) -, con il titolo Roma Pop City 60-67, ospita oltre cento opere fra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, film d’artista e documentari, recuperati grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.

Opere che hanno come protagonista la Roma dei primi anni Sessanta, trasformata e rivissuta mediante l’immaginario visivo degli artisti della cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo” e dintorni, denominazione che molti fra gli artisti coinvolti nel periodo rifiuteranno, ma che, storicamente, ancora oggi caratterizza l’epoca e le scelte stilistiche di questi, sia pur nelle rispettive, intrinseche diversità.

Sotto il profilo artistico, si tratta di uno fra i momenti più esaltanti per la città di Roma, ricca di stimoli intellettuali e sperimentazioni, grazie all’intensa attività artistica e culturale di Franco Angeli, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Giuseppe Uncini sui quali è incentrata l’esposizione.

La loro impostazione figurativa, iconica e non descrittiva, ha portato ad una nuova realtà artistica internazionale che, con il superamento della pittura Informale degli anni Cinquanta, ha dato vita ad un immaginario fortemente attratto dal contesto urbano, dalle icone della società e del consumo di massa, ma anche dal recupero dell’immagine e della figurazione storica dei movimenti italiani del primo Novecento - su tutti il Futurismo, la Metafisic -, alla cosiddetta "Pop Art italiana": “Pop, popular, popolare o di natura popolare, dal popolo e per il popolo, se vogliamo anticipare uno fra i temi e slogan più utilizzati nell’arte della seconda metà del decennio, grazie appunto al recupero di una formula artistica di tipo pittorico e figurativa, focalizzata nel delimitato periodo individuato: 1960-1967”. Pertanto, in attesa del Sessantotto, ormai universalmente ritenuto “l’anno cruciale della società”, al quale il MACRO dedicherà una ulteriore mostra che sarà realizzata nel 2018, in occasione del cinquantenario. L’anno simbolo dell “rivoluzione” - anche visuale e strutturale - di molti fra questi stessi artisti, con l’inevitabile débordement delle loro opere  verso il teatro, l’azione, l’environment e l’ambiente.

Nel catalogo, pubblicato da Manfredi editore, sono  presenti saggi inediti di: Nanni Balestrini, Lorenzo Canova, Laura Cherubini, Andrea Cortellessa, Claudio Crescentini, Alberto Dambruoso, Marco Di Capua, Costantino D’Orazio, Stefano Malatesta, Domenico Monetti, Raffaella Perna, Federica Pirani, Fabio Sargentini, Silvia Volpicelli. Oltre ad interviste inedite ad  Achille Bonito Oliva e Lorenza Trucchi e la riproposizione dell’ormai storica intervista (1990) a Maurizio Calvesi.

La mostra, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, inaugurata martedì 12 luglio 2016, curata da Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, e Federica Pirani, e che vanta un Comitato scientifico formato da Nanni Balestrini, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Laura Cherubini, Andrea Cortellessa, Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, Raffaella Perna, Federica Pirani, e Fabio Sargentini, sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30.

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