Sapienza, lezioni di arte ai futuri medici. 7° convegno Dermart su dermatologia e pittura

Sapienza, lezioni di arte ai futuri medici. 7° convegno Dermart su dermatologia e pittura
Importato direttamente dagli USA, il “Visual thinking strategy” permette di arricchire le capacità di osservazione dei medici. Lo studio dell’arte per migliorare i ragionamenti su sintomi e prognosi. Temi già proposti dai convegni Dermart.

Da oltre dieci anni alla facoltà di Medicina di Harvard gli studenti seguono il corso “Training the eye” (letteralmente “allenamento dell’occhio”) di nove settimane al museo delle Belle arti di Boston. Lo scopo del corso è arricchire la capacità di analisi tramite lo studio delle opere d’arte riducendo l’effetto della “overdose di tecnologia” che rema a sfavore delle semeiotica, la disciplina medica che orienta verso la diagnosi tramite lo studio dei segni del corpo.  L’arte sembra essere il giusto antidoto per tamponare gli effetti dell’overdose di analisi strumentali che affianca inevitabilmente la professione medica, infatti frequentare musei e osservare le opere esposte può rivelarsi decisivo per l’arricchimento delle capacità dei futuri medici di analizzare e ragionare meglio su sintomi e prognosi dei pazienti. Un corso simile parte proprio quest’anno per la prima volta in Italia; alla Sapienza di Roma è già stato avviato il primo corso sperimentale per gli studenti del terzo anno di Medicina e Chirurgia in accordo con la Galleria Borghese. Il “Visual thinking strategy”, nome del corso universitario, come spiega la coordinatrice Vincenza Ferrara “si basa sulla pratica dell'osservazione, che dovrebbe essere uno dei cardini della formazione medica. Analizzando e descrivendo le opere d'arte, si incrementano le proprie capacità di analisi. Confrontandosi con gli altri si sviluppa il pensiero critico. L’opera d’arte – continua la direttrice del laboratorio di didattica museale e apprendimento scolastico Digilab della Sapienza - diventa veicolo di apprendimento per gli studenti che sono stimolati ad esporre e spiegare le loro valutazioni di ciò che hanno osservato al museo e a discuterne fra loro, insieme a un moderatore. Il metodo li incoraggia ad affidarsi alle proprie capacità e conoscenze, aumentando la fiducia in se stessi e la voglia di esporre le proprie convinzioni e conclusioni".

Argomenti già in parte affrontati nelle passate edizioni di “Dermart”, un convegno annuale dove si incontrano diverse professioni del mondo sanitario e artistico. Pittori, infermieri, storici, medici, biologi, critici dell’arte e molti altri si riuniscono per osservare e descrivere insieme disagi e malattie. Il 25 e 26 settembre a Roma andrà in scena la 7° edizione incentrata sul rapporto tra dermatologia e pittura con lo scopo di trovare un linguaggio comune per interpretare e alleviare “sofferenze e inestetismi”. “Il tema di base del meeting – si legge sul sito web - sarà quest’anno “l’adolescenza” con le modificazioni e i cambiamenti critici che la cute e gli annessi subiscono in tale fase della vita e gli aspetti importanti che la pelle riveste nella formazione della propria immagine.”

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