Soliloqui di Florian Neufeldt

The Gallery Apart continua la stagione espositiva con la seconda personale in galleria dell’artista tedesco Florian Neufeldt dal titolo Soliloqui, con inaugurazione prevista per sabato 22 marzo. 

Florian-Neufeldt The-tenden

The Gallery Apart continua la stagione espositiva con la seconda personale in galleria dell’artista tedesco Florian Neufeldt dal titolo Soliloqui, con inaugurazione prevista per sabato 22 marzo. Florian Neufeldt elegge la pratica scultorea a proprio mezzo espressivo prediletto, spingendosi oltre la lezione postmodernista che ha tolto la scultura dal piedistallo per proporla come uno degli elementi che determinano uno spazio.

Neufeldt infatti tratta l’oggetto e lo spazio come fattori complementari ma distinti. Gli oggetti e lo spazio non sono mai soltanto materiale da utilizzare, sono materia che si trasforma in qualcosa d’altro. Neufeldt utilizza oggetti di scarto o tratti dagli stessi luoghi in cui realizza le sue installazioni. Spesso aggiunge altro materiale, ma il suo intervento è soprattutto volto a rielaborare, sezionare, frammentare e cambiare l’oggetto di partenza senza volersene completamente liberare, mantenendone l’anima oltre che il ricordo della funzione originaria. Ciascun oggetto dunque narra la sua storia, la sua metamorfosi, e lo stesso fa lo spazio a cui l’artista assegna pari dignità e soprattutto autonomia di presenza.

È un confronto di soliloqui fra cose e spazi e, naturalmente, anche il modo con cui l’artista parla a se stesso. Esemplare è l’intervento che Neufeldt realizza nella parte d’ingresso della galleria. Utilizzando gli infissi e i vetri delle finestre che danno sulla strada, l’artista crea una sorta di piccolo rifugio stufa a disposizione degli spettatori, costruendo una gabbia trasparente all’interno della quale colloca un radiatore, anch’esso sradicato dal muro e di cui viene mantenuta la funzione. Il tutto posizionato sul lucernaio che stabilmente pone in contatto visivo il pian terreno della galleria con il piano interrato sottostante. Lo spostamento e la trasformazione degli infissi incide così non solo sull’oggetto scultura che deriva da tale processo di metamorfosi, ma anche sullo spazio che, restando alla mercé delle intemperie e del tempo atmosferico a causa dell’assenza delle finestre, di fatto si trasforma da spazio interno della galleria a spazio all’aperto. A complemento di tale intervento, Neufeldt propone una serie di sculture di piccole dimensioni disposte nei grandi spazi della galleria in modo da creare un rapporto e un’influenza concettuali oltre che visivi fondati sull’evidente contrasto dimensionale.

 

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