Solo show - Die Kunstgalerie Köln

E' durante la serata dedicata agli eventi collaterali della Art Cologne che - visitando le varie gallerie disseminate lungo la St Apernstrasse, in occasione delle Openings riservate agli artisti più contemporanei - l'attenzione cade su un tavolino sul quale, mossi dal vento, giacciono sparpagliati i pieghevoli di una mostra.

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E' durante la serata dedicata agli eventi collaterali della Art Cologne che - visitando le varie gallerie disseminate lungo la St Apernstrasse, in occasione delle Openings riservate agli artisti più contemporanei - l'attenzione cade su un tavolino sul quale, mossi dal vento, giacciono sparpagliati i pieghevoli di una mostra. E' un banchetto piccolino, ricoperto da un drappo rosso, quello allestito accanto ad una porticina d'ingresso, che invita a scendere al piano seminterrato della piccola galleria. Le opere dell'artista affisse alle pareti, tutte intorno e interrotte solo di tanto in tanto dalle installazioni scultoree, mostrano immediatamente una forte capacità espressiva.

CALL ME FRANK è lo pseudonimo d'un giovane e talentuoso emergente artista belga. Il suo pseudonimo prende spunto dal proverbio inglese "ad essere onesti", ad indicare che nel suo lavoro le rappresentazioni sono sincere, e talvolta brutalmente oneste. Quest'espressione rappresenta solo uno dei tanti obiettivi perseguiti dell'artista che, in tal modo, cerca un metodo che gli consenta di parlare liberamente e di trasmettere all'esterno il significato del suo lavoro.

Frank non è un artista estroverso e, per questo, è in grado di indagare ancor meglio i suoi sentimenti: dotato di un'interiore ispirazione che lo spinge a mostrarli in modo palese e chiaro, come tali essi vengono percepiti all'esterno, nell'ammirazione dei suoi dipinti. L'artista cerca di riprodurre la sua fantasia, le sue emozioni e i suoi sentimenti, e in egual modo tenta di trasmettere come proverbi e modi di dire influenzino la sua arte. Studia i suoi soggetti molto intensamente, e per realizzare ogni suo lavoro impiega tempi molto lunghi. Solo quando è sicuro di poter rappresentare queste sue sensazioni al meglio, rasentando la perfezione, attraverso l'applicazione di svariati media, egli inizia il suo lavoro. Il suo lavoro prende, dunque, corpo attraverso l'uso di tecniche miste applicate sopra, e sotto, supporti di Plexiglas. La combinazione di disegno, pittura e lo spessore del Plexiglas stesso, dona ai suoi lavori interessanti profondità e prospettive, fatto che rende il suo lavoro stesso unico e inconfondibile. I contorni e i lineamenti dei suoi volti sono molto impressi ma contemporaneamente anche molto morbidi. Il suo metodo, che si nutre di romanticismo, vede sfuocare la linea tra disegno e pittura. La sua mano è così sicura che non tradisce mai la forma della figura. Alla base, le forme del corpo e i tratti dei volti semplicemente delineati, su cui poi lavora intensamente, con tratti, più o meno forti, accentuando la gradazione di colori, più o meno scuri, in un sovrapporsi di tonalità chiare -quali quelle del colore della pelle- che dal rosa pallido, via, via, si tingono di rosa intenso, rosso, marrone e oro. Sbavature, sgocciolature, macchie di colore che prendono forma e si traducono, mediante una sublime trama di segni, in emozione. Alla fine, come fosse pelle umana, protegge il suo lavoro con il Plexiglass. A seguire, definisce lungo il lato esterno, i contorni delle figure con sottili linee di vernice, che incorniciano la forma del corpo e i lineamenti del viso. Queste linee danno vita a ombre sullo sfondo che generano nello spettatore una sensazione di profondità unica del sentimento. I temi della sua opera sono molteplici e comprendono ritratti, autoritratti con scene aneddotiche, arte astratta e progetti a tema. Frank ha rafforzato la sua testimonianza inesorabilmente con aperti elementi provocatori. La presentazione, grazie anche ai ritratti a grandezza umana, sottolinea ancora una volta la chiara affermazione dei suoi sentimenti e delle emozioni. I suoi modelli sono spesso "ridotti" a corpi stessi, e molto esteticamente trasportano, spesso, profondi sentimenti interiori.

Stefania Brugnaletti

Pubblicato in Arte

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