Still Here di Gea Casolaro in mostra a Roma

Come ci si lega a un posto di cui non si ha una memoria personale? Cosa ci radica a un luogo? Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di rispondere l’artista Gea Casolaro. 

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Come ci si lega a un posto di cui non si ha una memoria personale? Cosa ci radica a un luogo? Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di rispondere l’artista Gea Casolaro. Il risutalto nell’opera "Still here" che The Gallery Apart di Roma presenta dal 30 settembre al 16 novembre. Il lavoro è stato sviluppato dall’artista durante il suo periodo di residenza nell’atelier degli Incontri Internazionali d’Arte presso La Cité Internationale des Arts di Parigi.

"Still here" è un progetto talmente legato alla vita di Gea Casolaro da spingerla a trasformare la Ville Lumiére in sua città d’elezione, in una sorta di esilio volontario dovuto alla sua incapacità d’adattarsi al contesto socio-politico italiano contemporaneo. L’essere straniera in una città che non conosceva - non da turista - e la realtà dello sradicamento in un nuovo paese, l’hanno portata a fare i conti con l’assenza di un’esperienza vissuta e dunque di una memoria che l’ancorasse alla nuova vita.

Parigi è un set “en plain air”, é la città dove è stato girato il maggior numero di film al mondo, in cui il cinema e fotografia hanno mosso i loro primi passi. Gea Casolaro si è costruita un enorme archivio d’immagini visionando centinaia di film e camminado per i quartieri parigini alla ricerca di quegli stessi luoghi fissati sulla pellicola. Ripercorrendo i passi dei protagonisti di tanti film, osservando i luoghi dove questi sono stati ambientati, l’artista ha creato un forte legame tra l’architettura urbana e i suoi ricordi costruiti attraverso le emozioni cinematografiche. Si è cosí impadronita di Parigi, come se vi avesse vissuto da anni.

L’esposizione  è quindi, anzitutto, un lavoro sulla totale fusione tra arte e vita: su come sia possibile radicarsi in un luogo in cui non si ha un’esperienza storica personale, trasformando l’ostilità di una città sconosciuta in familiarità, in legami sociali, in memoria personale. Gea Casolaro usa il cinema - l’arte che contiene tutte le altre - per raccontare come la cultura sia un necessario strumento di ancoraggio alla realtà e come l’arte sia un potente mezzo di conoscenza indispensabile per superare i propri confini.

"Still here" è il frutto di oltre due anni di lavoro in cui, come in altri lavori di Gea Casolaro, emerge l’idea della vita come puzzle, come perenne incontro e innesto tra diverse esistenze, le cui tessere sono costituite da fotografie.

The Gallery Apart propone una selezione delle oltre cento immagini che compongono "Still here", e per meglio far immergere il pubblico nel suo universo mentale, l’artista ha riprodotto parzialmente lo studio parigino, luogo di decantazione, in cui la grande mappa fisica e quella mentale di Parigi si sono nel tempo sovrapposte in un processo di fusione tra realtà e finzione, esistenza e cinema, immagini e ricordi.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

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