Tanzio da Varallo incontra Caravaggio: nuovi scenari artistici in mostra

Tanzio da Varallo incontra Caravaggio: nuovi scenari artistici in mostra
Cosa succede quando un giovane artista del XVII secolo dal Piemonte si trasferisce a sud, precisamente a Roma e a Napoli, raccogliendo stimoli culturali diversi?

La  risposta è l’esposizione Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento, che si tiene dal 24 ottobre  all’11 gennaio 2015 presso le sale espositive delle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli.

L’obiettivo dell’esposizione è di portare l’attenzione del pubblico e della critica in particolare sul breve ma assai proficuo periodo trascorso dall’artista nei territori del Viceregno (gli Abruzzi) e a Napoli, quando venne in contatto con il genio di Caravaggio e ne rimase per sempre segnato.

Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento celebra inoltre la figura di Giovanni Testori, all’indomani del ventennale della morte dell’intellettuale Lombardo che, per primo, dedicò nel 1959 una mostra a Tanzio e che contribuì in modo decisivo ad affermare la statura artistica del pittore di Alagna.

Sono esposte ventinove opere: tredici dipinti di Tanzio sono esposti insieme a opere di artisti attivi a Napoli e nel Viceregno – “la stretta cerchia” di Caravaggio, secondo la celebre definizione di Roberto Longhi - che, come Tanzio, si sono confrontati molto presto con la pittura di Caravaggio: Battistello Caracciolo, Louis Finson, Carlo Sellitto, Filippo Vitale. Lo stesso Michelangelo Merisi è rappresentato in mostra dal Martirio di sant’Orsola (1610), splendida opera esposta nelle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano.

Dai primi fecondissimi anni di apprendistato trascorsi da Tanzio a Roma, presso la bottega del Cavalier D’Arpino, a Napoli dove ebbe una bottega autonoma, esercitando forse anche la professione di musico e dove avrebbe voluto stringere un matrimonio con una vedova, mai celebrato. Le testimonianze figurative più notevoli di questo periodo si dividono tra il capoluogo campano e l’Abruzzo.

Nato negli ultimi decenni del Cinquecento da una famiglia di artisti attivi presso il grande cantiere del Sacro Monte di Varallo in Valsesia (Piemonte), Tanzio prese giovanissimo la via di Roma accanto al fratello Melchiorre e forse in compagnia di un gruppo di pittori di origine tedesca, per raggiungere la Città Santa e partecipare al Giubileo del 1600, guidato dalla speranza di ottenere l’indulgenza, ma anche e soprattutto di trovare lavoro.

Dapprima a Roma e poi a Napoli, Tanzio e i compagni “todeschi” – come vengono costantemente citati nei documenti – incontrarono una nuova “maniera meravigliosamente adatta per essere seguita dai giovani pittori” (Karel Van Mander, Schilder-Boeck, 1603), quella di Caravaggio. Tanzio ne fu conquistato. Da quel momento il suo lavoro appare in debito nei confronti della pittura caravaggesca, i cui insegnamenti continuarono a influenzarlo anche una volta ritornato in patria, al nord, in Piemonte e in Lombardia. Un accentuato naturalismo, il modo di comporre le scene, il particolare uso della luce sono espressione dellinguaggio pittorico appreso durante il soggiorno meridionale.

Alcune nuove scoperte documentarie hanno recentemente messo a fuoco uno scenario diverso da quello proposto dagli studi noti finora sui tempi del viaggio meridionale di Tanzio, permettendo di stabilire che il soggiorno romano fu di breve durata e che già intorno al 1603-1605 Tanzio si era spostato a Napoli, per restarci almeno fino al 1610. In questo panorama, le opere del pittore sono decisive per la comprensione del fenomeno caravaggesco nel Viceregno e foriere di nuovi contributi alla lettura delle stesse opere di Caravaggio. Di questo mondo Tanzio, nonostante la giovane età, fu attore principale, ne assimilò le forme reinventandole, fino al momento della partenza per il nord avvenuta attorno al 1614-1615.

L’esposizione mette in luce aspetti innovativi della figura di Tanzio, frutto di anni di ricerche che hanno portato anche a nuove attribuzioni, tra cui due Adorazioni dei pastori, una in collezione privata e un’altra conservata presso il Museo di Lille. Presenta inoltre opere mai viste in Italia come la citata tela di Lille, San Bruno in preghiera davanti al Crocifisso di Carlo Sellitto (Strasburgo) e altre conservate principalmente in Abruzzo, in contesti poco accessibili.

Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento non è solo una mostra per specialisti ma un viaggio alla scoperta di un universo pittorico il cui stile ancora oggi ha molteplici riverberi in diverse forme artistiche, non solo pittoriche.

 

 

Per l’occasione le Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano apriranno gratuitamente le proprie porte al pubblico venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014.

 

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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