Torino rende omaggio a Renoir

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta, dal 23 ottobre al 24 febbraio, una nuova straordinaria rassegna dedicata a Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), artista tra i protagonisti della grande stagione dell’Impressionismo francese.

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La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta, dal 23 ottobre al 24 febbraio, una nuova straordinaria rassegna dedicata a Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), artista tra i protagonisti della grande stagione dell’Impressionismo francese.

Una splendida mostra, unica per la qualità delle opere presentate, che propone nel capoluogo piemontese alcuni dei pezzi più belli della collezione del Musée d’Orsay e dell’Orangerie. Una sessantina di capolavori - la maggior parte dei quali mai esposti in Italia - che danno vita a una straordinaria rassegna che documenta tutta l’attività di questo grandissimo pittore, testimoniando i momenti più significativi e le svolte che, partendo dagli esordi, hanno portato Renoir a fine carriera a un progressivo allontanamento dall’Impressionismo.

L’esposizione  - a cura di Sylvie Patry, conservatore capo presso il Musée d’Orsay e grande specialista dell’artista francese, e a Riccardo Passoni, vice direttore della GAM di Torino - percorre la complessa evoluzione artistica di Renoir, attivo per oltre un cinquantennio tanto da produrre oltre cinquemila dipinti e un numero elevatissimo di disegni e acquerelli, che evidenziano la grande varietà e qualità della sua tecnica pittorica e i diversi temi affrontati.

Una sezione capitale della mostra è rappresentata dal “nudo”, per Renoir forma indispensabile dell’arte. Sono esposte alcune delle opere fondamentali, che testimoniano il profondo interesse per l’arte italiana rinascimentale, in particolare per Raffaello e Tiziano, e per il barocco nordico di Rubens, da cui assimila le forme morbide e languide e un cromatismo pieno, che fanno parte della sua cifra stilistica riguardo al modo di trattare la figura femminile. Tra queste opere il "Grand nu" ( nella foto ©Hervé Lewandowski RMN-Réunion des Musées Nationaux/ Distr. Alinari) in cui reinventa la donna,  facendo vibrare la carne sulla tela grazie alle miriadi di piccole tinte.

Durante la sua vita, Renoir sperimenta la pittura “en plein air”, fianco a fianco con l’amico e collega Monet, la realizzazione di opere in studio e la ritrattistica su commissione. Tra la cerchia dei suoi più stretti amici Monet, Cézanne, Pissarro, Berthe Morisot, Sisley e Caillebotte, con cui discute di pittura e organizza mostre, e ancora Matisse, Bonnard, Maurice Denis che incoraggia nella loro carriera. Tuttavia, la fama e il riconoscimento da parte dei suoi contemporanei gli arrivano solo all’inizio del Novecento.

La mostra torinese è un’occasione importante per ammirare l’intero universo artistico di uno dei maggiorni autori francesi di fine Ottocento e inizio Novecento.  

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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