Tuffo nella natura: quando il paesaggio diviene il suono del silenzio

Tuffo nella natura: quando il paesaggio diviene il suono del silenzio
Design At Large, nato nel 2014, è un progetto espositivo che affianca il programma fieristico Design Miami/Basel.

Ogni anno la presentazione è curata da una persona influente -riconosciuta a livello globale- che appassionata di design dimostra di avere un occhio attento alle icone presenti e future (selezionata secondo le conoscenze ed esperienze maturate nel settore del design d'interni ed esterni, quanto nei domini correlati quali ad esempio la moda, l'arte, la musica e la scienza). Giunto quest'anno alla terza edizione: la curatela è stata affidata a Martina Mondadori Sartogo, fondatore e direttore responsabile della rivista Cabana, semestrale che esplora il mondo del paesaggio cercando connessioni tra il costruito e il naturale.

Luogo di scoperta di ambiziosi progetti, caratterizzati da innovazione concettuale e industriale, si offre come piattaforma interattiva presentando a larga scala elementi di design storico e contemporaneo. Trascendendo dal quadro tradizionale fieristico dello stand-galleria il format espositivo si sviluppa in un grande spazio aperto. Le idee progettuali sono mostrate attraverso installazioni interattive, performances e micro-architetture, che garantiscono una panoramica su nuove tecnologie avanzate grazie all'impiego di materiali sperimentali. Ogni installazione è organizzata dalla galleria partecipante, vincolata a seguire la tematica affrontata dal progetto curatoriale scelto, a ciascuna edizione, dal curatore nominato.

Per il progetto del 2016 la scelta cade sul tema dell'ambiente naturale. Qui, la Sartogo celebra la bellezza attraverso un'indagine svolta in modo letterale, poetico, scientifico e tecnologico.  La natura è posta al centro di un progetto che offre differenti visioni del paesaggio, straordinarie proposte di architetti e designers impegnati a operare nel rispetto dell'ambiente naturale. Partecipano anche imprese quale Enea Landscape Architecture, che con "In A Silent Space The Landscape Is The Sound" presenta un panorama vegetale di raccordo all'installazione-spazio di meditazione "Stone Tea House" creata da Masatoshi Izumi e Koichi Hara (Gallery Japonesque).

La casa del tè è scavata in un blocco di pietra calcarea e come fosse un guscio-alcova offre riparo a chiunque voglia trovare un momento di calma (pausa di ristoro per interrompere il flusso caotico di metropolitani stimoli travolgenti). Lo spazio minimalista è segnato da forme pulite le cui proporzioni accattivanti, seppur modeste, rendono attraente e unico il luogo, avvolto "semplicemente" da un'aura di raffinatezza la cui esclusività di stile non può essere ignorata. Porgendo una meticolosa attenzione alle dimensioni, il design contemporaneo dell'intera ambientazione si munisce di pochissimi componenti. Sono piuttosto le diverse textures, naturali ed essenziali, a giocare un ruolo fondamentale.

L'installazione di Enea estende in questo spazio la vegetazione, in modo tale che il visitatore sia in grado di assaporare un luogo in cui regni calma e tranquillità: seduti davanti alla grande apertura, l'armonia di questo paesaggio diventa un suono soave che da voce al silenzio della natura.

Ispirato dal grande vuoto dello spazio intorno, Enea ha costruito un paesaggio il cui prolungamento dall'interno, attraverso la grande apertura della massa calcarea, si estende agli occhi del visitatore.

Seduti davanti al grande vano aperto, lungo l'intera visuale, di fronte, l'occhio intercetta una pietra: tsukubai, oggetto simbolo del paesaggio interiore. E' un bacino in pietra da cui il liquido straripa, e scompare all'interno di una crepa permettendo all'orecchio d'inseguire il dolce suono dello scrosciare dell'acqua. Alto e denso, un boschetto di bambù è posto a protezione e delimita il "giardino" al cui centro è allocato un enorme albero di acero, pianta che simboleggia sicurezza. La bella radice dell'antico acero giapponese, legata con la tecnica "Shibari", rimanda all'antica arte giapponese "bondage", tecnica artistica che si ipotizza risalga ai tempi dei monasteri medievali giapponesi, epoca in cui i "vincoli" diventano strumento di meditazione -similmente al gesto del rastrellamento continuo dei giardini di ghiaia che, attraverso questa azione concettuale, vengono perennemente rinnovati. L'insieme è un design contemporaneo immerso nella natura che offre una composizione paesaggistica in grado di comunicare l'importanza delle proporzioni equilibrate, e capace di distogliere il pensiero da superflue distrazioni, riconducendolo alla concentrazione intorno a ciò che è veramente essenziale.

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

Fotonews

Terza dose di vaccino per Giorgio Parisi

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI