Un decennio senza Rudolf Arnheim, autore di “Film come arte” e “Arte e percezione visiva”

Rudolf Arnheim negl anni Trenta Rudolf Arnheim negl anni Trenta
Un decennio fa, nel giugno 2007, moriva ad Ann Arbor - nel Michigan - il grande scrittore, storico dell’arte e psicologo tedesco Rudolf Arnheim.

Nato a Berlino nel luglio 1904, formatosi alla scuola della Psicologia della Gestalt fondata daMax Wertheimer, Rudolf Arnheim comincia la sua carriera applicando gli assunti della psicologia sperimentale al cinema. A soli ventitré anni già collabora con il famoso settimanale culturale tedesco “Die Weltbühne”.

Nell’estate del ’33, a causa dell’arrivo al potere di Hitler in Germania, la fuga dai nazisti a causa della sua origine ebraica lo porta a Roma, dove si trasferisce e riesce sfruttare il successo ottenuto con il suo Film als Kunst (Film come arte,1932) lavorando per l'Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa e dando lezioni al Centro Sperimentale di Cinematografia. Avrà anche un ruolo di rilievo nella redazione delle riviste cinematografiche “Intercine” e “Cinema" e scriverà alcune importanti voci che sarebbero dovute rientrare nell'Enciclopedia del cinema, che tuttavia non verrà mai pubblicata. In questi anni lavora anche con il grande critico letterario piemontese Giacomo Debenedetti (1901-1966), futuro direttore editoriale de Il Saggiatore (che non a caso, nel 1960, negli anni della sua direzione editoriale, pubblicare Film come arte).

Troppo presto anche la fuga dall'Italia - per gli stessi motivi per cui aveva già abbandonato la Germania - diverrà una scelta obbligata e così nel 1938,in seguito all'approvazione delle leggi razziali da parte del regime fascista, è costretto a fuggire di nuovo.

Si trasferisce dapprima a Londra dove lavora come traduttore dal tedesco per la radio della BBC e, due anni dopo( nel '40), a New York, dove incontra nuovamente il suo maestro Wertheimer e altri intellettuali fuggiti dalla Germania nazista.

Dopo aver lavorato per la fondazioni Rockefeller e Guggenheim e come ricercatore per l'Office of Radio Research della Columbia University e dopo la Seconda guerra mondiale diventa professore di Psicologia dell'arte al Sarah Lawrence College, alla School for Social Research e alla Columbia University.

Nel 1946 ottiene la cittadinanza americana e otto ani dopo (nel '54) pubblica Art and Visual Perception (Arte e percezione visiva), che è ancora oggi il suo libro più noto.

Rudolf Arnheim lascerà New York solo nel '68 per trasferirsi alla Harvard University.

Da segnalare è anche l'uscita di Visual Thinking, altro suo testo fondamentale, pubblicato nel '69.

Nel ’74, raggiunti i settant’anni sceglierà l'University of Michigan  per insegnare psicologia dell'arte per altri tredici anni. Nonostante l'età avanzata sarà proprio questo uno fra i suoi periodi di maggior produzione e numerosi saranno molti i libri, i saggi, gli articoli e gli interventi per convegni.

Il suo ultimo libro, Parables of Sunlight, è dell’89, anche se tre raccolte di saggi curate personalmente dall'autore sono uscite nel corso degli anni Novanta.

Fra le altre opere ricordiamo La radio cerca la sua forma (Hoepli, Milano 1937), Guernica. Genesi di un dipinto (Feltrinelli, Milano 1964), Verso una psicologia dell’arte (Einaudi, Torino 1969), Saggio sul disordine e l’ordine (Einaudi, Torino 1974), Il pensiero visivo (Einaudi, Torino 1974), La dinamica della forma architettonica (Feltrinelli, Milano 1981), Il potere del centro. Psicologia della composizione nelle arti visive (Einaudi, Torino 1984), Intuizione e intelletto. Nuovi saggi di psicologia dell’arte (Feltrinelli, Milano 1987), Parabole della luce solare (Editori Riuniti, Roma 1992), Per la salvezza dell’arte: ventisei saggi (Feltrinelli, Milano 1994), I baffi di Charlot. Scritti italiani sul cinema 1933-1938 (Kaplan, Torino 2009), pubblicati postumi a cura di Adriano D’Aloia.    

Nel 2004 Rudolf Arnheim compie cento anni (e, nello stesso anno,  il suo Art and visual perception ne fa cinquanta) ed in questa occasione si risveglia l'attenzione nei suoi confronti. Negli Stati Uniti e in Europa (soprattutto in Germania ed in Italia) alcuni storici dell’arte, psicologi, filosofi, studiosi di estetica, semiotica, cinema e media hanno pubblicato nuovi testi e organizzato numerosi convegni e simposi in suo onore.

 

Pubblicato in Arte

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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