“Viale dei Canti” inaugurato all’Hôtel Galliffet a Parigi

il muro di "Viale dei Canti" il muro di "Viale dei Canti"
Il muro del viale di accesso allo storico e prestigioso palazzo, sede fin dal 1962 dell'Istituto Italiano di Cultura a Parigi, si trasforma in un'opera multimediale firmata dagli artisti Giuseppe Caccavale e Stefano Gervasoni.

Giovedì 26 maggio 2016, Marina Valensise, Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, alla presenza di Vincenza Lomonaco, Ambasciatrice Italiana presso l'Unesco, e di Giandomenico Magliano, Ambasciatore Italiano a Parigi, ha dato il via alla cerimonia d’inaugurazione presentando al pubblico il suggestivo “Viale dei Canti”.

Versi di cinque poemi italiani del XIX e XX secolo, scritti con il carattere Tallone, si dispiegano su un muro visuale e sonoro lungo cinquanta metri, che accoglie sia i versi di poeti noti - cuore pulsante nella storia della cultura italiana - sia quelli di taluni del tutto sconosciuti, scelti fra poeti “clandestini”, ignoti e anonimi: “[...] l'Italia ha anche bisogno di portare alla luce il talento degli ignorati che qui affiancano il cammino dei grandi... [...]”

Alla scoperta del muro, ad aprire il percorso sono alcuni fra gli incantevoli versi del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi : “[...] la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, il tuo corso immortale? ... mezzo vestito e scalzo ... per montagna e per valle ... per sassi acuti ... al vento, alla tempesta ... varca torrenti e stagni ... cade, risorge, e più e più s'affretta, senza posa e ristoro, lacero, sanguinoso; infin ch'arriva colà dove la via e dove il tanto affaticar fu vòlto: abisso, orrido, immenso, ov'ei precipitando, il tutto oblia ...[…]”

Versi che immediatamente rinviano alle tragedie che affliggono i popoli erranti in fuga dalle guerre. E, a far eco a tali profonde emozioni, le drammatiche, strazianti notizie che qui ci giungono, e che proprio in questi giorni vedono la nostra Marina Militare e i nostri volontari impegnati senza tregua nel Mediterraneo in azioni umanitarie. E anche se, nel corso dell'inaugurazione di tale bellissima opera, risulta impossibile non venir rapiti dalla melanconia nello scorrere della lettura dei versi di Giacomo Leopardi, la dolorosa commozione sembra trasformarsi in speranza.

Forse perché qui, quantunque in territorio francese, in realtà siamo nel cuore della cultura italiana, che, in primis,  colloca al centro della propria anima sentimenti italiani che non riescono a rimanere sordi o indifferenti al dolore degli esseri umani. L'ascolto di queste voci di sofferenze inaudite, che non ci lasciano impassibili, i cui messaggi udiamo e trasformiamo immediatamente in cultura, come mezzo per trasformare l'inerzia in azioni concrete, e per diffondere pensieri differenti, impulsi che animano gesti generosi che prendono corpo grazie a decisivi interventi di solidarietà, finalizzati a salvare vite umane. La vita è un dono e a nessun umano deve essere ingiustamente sottratta. Un proclama che, ovunque nel mondo, deve impegnare ogni italiano a diffondere la nostra cultura.

Un omaggio anche alle maestranze delle arti murarie, generalmente trattate dai media con rilevanza “minore” - se non addirittura ignorate - e qui invece portate, come meritano, in primo piano. Proprio perché è grazie ai muratori che nella nostra storia hanno preso vita opere riconosciute come capolavori, e che sono oggi sono patrimonio Unesco.

Pertanto, la poesia vista come incipit che ispira la materia. La penetrazione nell'immaterialità della parola che qui, accompagnata dalla musica, diviene il “canto di un muro”. Una sorta d'incontro fra materia e non materia, ove non esiste alcuna superiorità fra le due estremità. Solo un incontro, un dialogo, in luogo a una melodia urbana che dal muro diffonde messaggi, donandoci il suono delle parole. Non è un muro così come oggi inteso nella sua accezione negativa - ovvero un muro che divide e separa i popoli - bensì un’estensione muraria che accompagna il nostro cammino di vita trasparente, e che, nonostante la sua solidità diventa leggerezza nel diffondere suoni di versi incisi nella “pesante” muratura.

Distinta da due eventi la cerimonia inaugurale ha interessato dapprima la scoperta del muro nel silenzio interrotto dal sonoro che alterna le parole alle musiche contemporanee di Stefano Gervasoni, poi, il concerto tenutosi nella grande sala interna, con il poema cantato dalla mezzosoprano Monica Bacelli.

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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