Vincenzo Marsiglia_Interaction Shapes

Lichtenstein Star / Vincenzo Marsiglia Lichtenstein Star / Vincenzo Marsiglia (immagine per cortesia della galleria IAGA)
Quale il ruolo dell’opera rispetto allo spettatore? E quello dello spettatore rispetto all’opera? Come sviluppare le potenzialità emozionali e sensoriali del pubblico? Quanto possono influire sulla ricerca artistica le nuove tecnologie? A queste domande cerca di rispondere il progetto espositivo di Vincenzo Marsiglia “Interaction Shapes”.

Sabato 13 dicembre, dalle ore 17.00 a Casa Matei Corvin, e dalle ore 18.00 negli spazi di IAGA International Art Gallery Angels, a Cluj-Napoca (Romania), si inaugura la mostra personale dell’artista italiano noto a livello internazionale nell’ambito dell’arte interattiva.

L’esposizione presenta degli allestimenti site specific e opere inedite, appositamente realizzate per la mostra : come suggerisce il titolo, il percorso vede alternarsi superfici, oggetti, ambienti interattivi, forme mutevoli e coinvolgenti attraverso cambiamenti di colore, di dimensione, di movimento e di suono.

Un caleidoscopio di potenzialità visuali ed esperienziali per rendere il pubblico protagonista dell’opera, in una “chiamata alle arti” unica nel suo genere. Un esposizione “emozionale” che dimostra la grande sensibilità dell’artista nell’usare le nuove tecnologie digitali: videowalls, quadri interattivi, sculture realizzate in materiale ligneo e specchianti che amplificano il suono di un autentico violino Stradivari, e installazioni appositamente ideate a trasformare gli spazi e i percorsi, sono i punti focali di una mostra che è una esperienza a 360 gradi, fisica e mentale.

Specchiandosi, riconoscendosi, dialogando con le opere interattive di Vincenzo Marsiglia, il visitatore sarà  attivo fruitore e addirittura anzi co-autore delle opere, invitato in un percorso di sorpresa e di scoperta che saprà far dialogare e interagire la peculiarità dello spazio moderno della Galleria, dove le loro opere si confronteranno in un gioco di continui rimandi, ed anche negli spazi carichi di storia di Casa Matei Corvin, a pochi passi dalla Galleria. Attualmente sede espositiva pubblica dell’Università di Arte e Design della città, Casa Matei è forse la più antica casa privata di Cluj, costruita in stile gotico nel XV secolo, dove si presuppone che Matei Corvin vi sia nato il 23 febbraio 1440, incoronato re di Boemia nel 1469 e governatore di Moravia, Slesia, e Lusazia e dal 1486 anche duca d’Austria.

Le opere d’arte interattiva infatti, se attentamente conosciute e precisamente progettate dall’artista, evitandone il puro utilizzo ludico e sensazionalistico, costituiscono oggi un potenziale ancora poco esplorato sia da parte delle Gallerie che dei Musei in Italia e il Europa.

Parlando di forme interattive d’arte, Marsiglia presenta un vero e proprio metodo, una intenzione progettuale chiara e puntuale: l’artista è l’ideatore di un processo che deve essere completato dal pubblico: il dialogo, dunque, quale unica forma oggi possibile per superare la troppo frequente distanza tra mitizzazione dell’oggetto e passività dello spettatore, nella fiducia che l’arte possa ancora essere motore di un progetto universalmente condiviso, visionario e concreto, di assoluta innovazione eppure profondamente legato all’uomo, ai suoi desideri, alle sue necessità. 

“Interaction Shapes”, a cura di Ilaria Bignotti e Walter Bonomi, costituisce un importante appuntamento per la critica e il collezionismo internazionali, confermando la volontà di IAGA di essere vivace piattaforma culturale nello sviluppo e promozione di un dialogo tra le ricerche artistiche italiane contemporanee ed est europee. La mostra è accompagnata da un catalogo dedicato al progetto espositivo e contenente immagini ambientate delle installazioni site-specific realizzate dall’artista.

 

IAGA International Art Gallery Angels 

Vincenzo Marsiglia

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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