VIP: motore trainante delle fiere d'arte | Strategie del mercato

VIP: motore trainante delle fiere d'arte | Strategie del mercato
Dal 2003 la neozelandese naturalizzata francese Jennifer Flay dirige la Fiac.

L'ex-gallerista, esperta del mercato, da undici anni cerca di far entrare la Fiac nell'orbita delle regine. E' riuscita quest'anno a superare l'affluenza di Freeze, grazie anche a una serie di eventi istituzionali paralleli, proposti da più musei di pregio. Per questa edizione, infatti, la fiera d'arte parigina ha potuto beneficiare di una serie di 'prodotti culturali esclusivi' intorno ai quali la direzione ha orchestrato una campagna mediatica mirata. Indiscutibilmente tale 'fermento' culturale ha agito come cassa di risonanza: mai manifestazione fieristica ha offerto ai propri visitatori una serie di avvenimenti culturali paralleli di tale livello, fatto che ha reso unico e raro il programma Vip offerto dalla fiera, attirando collezionisti da ogni lato del mondo.

Motore trainante di ogni salone d'arte è il programma riservato ai VIP: carburante d'oro necessario per far marciare la fiera. Il mondo 'dorato' dei collezionisti ruota intorno ad esso e, ogni volta, le strutture organizzative programmano agende dedicate a questa sezione. Riservato agli attori del complesso sistema dell'arte contemporanea, il pacchetto Vip coinvolge la comunità artistica, pubblica e privata, offrendo incontri e itinerari espositivi, in contesti istituzionali o meno. Al programma si accede mediante il Vip Pass, a sua volta distinto da due diverse tessere che classificano i collezionisti in due diversi livelli: all'élite è riservato il pass ospiti d'onore, agli altri ospiti quello normale. Il livello normale, ovviamente, non consente di partecipare agli eventi più esclusivi. I collezionisti 'minori' scoprono l'esistenza di questa suddivisione solo dopo aver varcato gli ingressi della fiera. L'agenda Vip elenca anche una serie di eventi, ai quali si accede solo previa registrazione. Molte richieste sono spesso respinte, causa la lista ormai completa. Il collezionista 'minore', scopre anche che altri servizi sono esclusi, quali ad esempio il limousine service. In realtà, il Vip Program è fondamentalmente riservato ai Vip d'onore, salvo alcune iniziative allargate anche ai collezionisti 'minori'. Come accede il collezionista 'minore' al livello superiore? Esclusivamente acquistando opere d'arte d'ingente valore. Non è una novità. E' sempre stato così, ma disorienta vedere come, oggi, tutti ruoti intorno a questo. Una rete di associazioni di collezionisti è invitata a coinvolgere i propri iscritti. Puntualmente arrivano e-mail che invitano i propri iscritti a prendere parte a queste fiere, dietro la garanzia di un 'pacchetto Vip'. Negli anni passati, il programma Vip era gestito con maggiore discrezione, e la distinzione tra le classi sociali era appena percettibile. Le fiere erano allora poche, e sicuramente il moltiplicarsi di manifestazioni fieristiche obbliga, oggi, gli organizzatori ad attuare strategie aggressive per attirare i collezionisti. Ecco quindi che l'acronimo VIP diventa il cuore del sistema della fiera d'arte contemporanea.

Assoluta regina delle fiere d'arte, Art Basel, da anni, calca la scena mondiale del grande collezionismo. Con successo crescente la affiancano, oggi, la storica tedesca Art Cologne, e la più giovane ViennaFair. Queste tre fiere sono maestre nel gestire il programma Vip. Inaugurano eventi paralleli con discrezione, senza agitare troppo la bandiera del prodotto élitario che stanno offrendo. Il carattere democratico-educativo dell'arte è garantito dalla riservatezza, nel rispetto della collettività. Molti collezionisti non amano sollevare clamore intorno alle proprie acquisizioni, e spesso dietro ai bagliori del collezionismo odierno si nasconda volontà di ostentazione. Il 'prodotto di lusso' esalta la diversità delle classi sociali, incute soggezione. I giganteschi banners affissi agli ingressi VIP sono socialmente necessari? Moralmente, valutati anche i tempi di crisi che, ogni giorno, vedono venir meno posti di lavoro, appare fuori luogo questa distinzione sociale, che denota mancanza di rispetto verso le famiglie che perdono la sicurezza delle risorse economiche, necessarie per curare e educare i propri figli.

Molte aziende cercano attraverso l'arte di coinvolgere la collettività, ma questo tipo di comunicazione causa un effetto negativo: l'arte diventa solo 'merce' lussuosa. Che, oggi, il lusso prediliga il mercato dell'arte contemporanea non è certo una novità, Ma quando il valore aggiunto al 'prodotto d'arte' è condizionato dalla strategia mediatica applicata dal collezionismo d'azienda che, in concerto con il gallerista, lo promuove sul mercato, quanto va alla capacità di costruire una strategia vincente intorno all'artista, ovvero alla 'messa in luce' del prodotto (null'altro che operazione di marketing applicata alla sfera dell'arte), tanto il bene 'artistico' sarà consacrato con l'acquisizione da parte di un museo. E voilà, il complesso sistema dell'arte contemporanea. Quando, però, l'arte soggiace alle esigenze industriali, la domanda è dove sia l'autenticità dell'opera d'arte, sempre più condizionata dalle linee di tendenza dell'universo dei marchi industriali. Oggi, gli artisti sembrano basarsi unicamente sui criteri di comunicazione, e il reale valore dell'arte appare fugace, estremamente difficile da captare. E il marchio, il brand che lo sigla, lo proietta automaticamente in un'altra storia. Ma il vero valore dell'arte è generato, piuttosto, da un istinto incondizionato che da vita alla libera espressione creativa.

Facile è costruire una buona raccolta d'arte con ingenti risorse economiche a disposizione, operazione che non richiede una grande cultura; difficile è creare un'ottima collezione con poco denaro, alla ricerca dei talenti ignorati, maniera che obbliga alla esperienza e conoscenza.

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

Fotonews

Terza dose di vaccino per Giorgio Parisi

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI