Zurigo | Manifesta_11 prende il via

Zurigo | Manifesta_11 prende il via
Taglio al nastro di partenza : inaugurata la tanto attesa biennale europea d'arte contemporanea, curata per la prima volta da un singolo artista, il tedesco Christian Jankowski.

 

 

Zurigo, uno dei dieci centri finanziari più importanti al mondo, dal 11 giugno al 18 settembre 2016, occuperà la scena artistica. Epicentro dell'arte contemporanea sottrarrà alla vicina Basilea lo scettro di capitale della cultura elvetica.

 

Due anni dopo San Pietroburgo, ex-Leningrado, è la città svizzera emblema del "capitalismo finanziario" a ospitare la biennale. E proprio qui ha anche vissuto in esilio Vladimir Lenin, anteriormente al  2017, prima di fare rientro in Russia. Due città a confronto e due culture opposte : l'una segnata da un trascorso socialista l'altra marcata dal capitalismo più radicale. E nelle diversità il nascere di una nuova versione di Manifesta, incomparabile per l'unicità che la contraddistingue in ogni sua tappa, nel suo viaggiare nomade lungo l'Europa.

 

Diversa, pertanto, questa edizione il cui programma curatoriale ruota intorno al mondo del lavoro. Si occupa di architettura, di arte, di economia e si domanda "cosa fa la gente per il denaro". Posizionata al centro dell'Europa, a mostrare quanto sia importante il futuro sviluppo del Vecchio Continente, è posta la riflessione sull'importanza o meno del denaro, e la domanda è come questo influenzi ogni singolo individuo mutandone il pensiero quotidiano. Dunque, la voglia di ritrovare nel cuore dell'Europa un'identità culturale che appare ormai perduta nel tempo, nello scorrere sfrenato di un capitalismo estremo ereditato da un mondo oltreoceano che solo in parte ci appartiene.

 

Impatta direttamente sulla comunità locale, altresì internazionale. Si nutre d'imprevisti e cresce grazie al contributo dei professionisti del lavoro chiamati a un confronto diretto con gli artisti. Interagisce con il pubblico attraverso continue performances che interessano tanto le tre sedi principali, destinate alle esposizioni ufficiali, quanto i satelliti, luoghi in cui si mostrano i lavori degli artisti invitati al programma degli eventi paralleli: "... Motivazioni dell'arte, gli eventi paralleli non sono una decorazione bensì incidono sulla mutazione culturale... Nuove forme allo sviluppo dell'arte che non sia incentrato solo su mere esposizioni... L'arte non è solo esposizione, l'arte è anima, è sentimento, è cuore. Perciò, voglio che siate felici..." (Christian Jankowski)

Manifesta mira a trovare nuove forme di arte e in questo momento di grande crisi economica pone la questione centrale sui drammatici conflitti sociali presenti nel mondo del lavoro. Nel corso della conferenza stampa il curatore espone le motivazioni che lo hanno portato a ideare questo programma culturale atipico, nato fondamentalmente dalla volontà di divulgare arte che renda felici. Imponendo un'inversione di marcia radicale all'arte autoreferenziale il progetto culturale è teso a sviluppare incontri sociali e riflessioni di primaria importanza: quanto pesa l'impatto dell'automazione nel mondo del lavoro? quale futuro l'avvento dei robot riserva agli umani?

Perché questi argomenti? Per invertire la tendenza a considerare l'ambiente lavorativo sconnesso da quello della vita reale; perché i luoghi di lavoro diventino piacevoli. Quindi, posto di lavoro ameno e non alieno. Ma anche inversione di rotta imposta all'arte autoreferenziale che mostrata come eccellenza è, oggi, posta in cima a una montagna, raggiungibile solo a pochi eletti, e sotto il resto ovvero il nulla. Le attività dei lavoratori che diventano connessioni tra mansioni lavorative e private. Il lavoro che attraverso l'arte diviene energia positiva e divertimento. 

 

La conferenza è alla fine, quando una domanda gela la sala: "Come mai un'esposizione come questa che indaga sull'esperienza del lavoro, su come rendere felici i lavoratori, si avvale di volontari? Si può essere felici lavorando senza adeguate retribuzioni?"

Troppe le risposte da dare a inutili domande che si sollevano intorno a questa questione. Manifesta è "giovane". Si sostiene grazie a una rete di limitati aiuti economici e si avvale di volontari. E più che parlarne polemicamente si debbono individuare altri canali entro i quali indirizzare future speranze. Questa biennale dedicata alla riflessione tratta argomenti simili, e nel corso della sua durata si prefigge di dissipare le amarezze che affliggono i lavoratori.

 

 

"... Manifesta_11. Voglio che renda felici. Scoprirla, ammirarla e divulgarla. Fate in modo che diventi qualcosa che possa rendere felici." (Christian Jankowski)

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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