21 marzo, Libera ricorda le vittime delle mafie

Maurizio Landini, Don Ciotti, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri Maurizio Landini, Don Ciotti, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri Foto M. Riccardi © AGR
Come ogni anno, da ventisei edizioni, nella Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Libera muove la sua carovana civile, per un 21 marzo che è giorno della riflessione e delle testimonianze, ma anche della denuncia della presenza delle organizzazioni criminali sui territori.

"A ricordare e riveder le stelle", lo slogan scelto, nel quale risuona l'ultimo verso dell'Inferno a 700 anni dalla morte di Dante. L'inferno è la pandemia, un anno di isolamento e di distanziamento, di sofferenze e di disagio economico e sociale. L'evento principale si è tenuto a Roma, all'Auditorium Parco della Musica.

"C'è un pericolo crescente, il pericolo della normalizzazione delle mafie e della corruzione. Chi parla oggi della droga, chi parla di riciclaggio, chi parla di ecomafia. Sulla droga è stato steso un ipocrito velo di silenzio. Dobbiamo guardare alla sorgente di queste catastrofi avere il coraggio di ammettere il fallimento. La lotta alle mafie e corruzione non è una questione da delegare solo agli addetti ai lavori cui va la nostra riconoscenza, forze dell'ordine, magistrati, prefetture . La repressione deve arrivare alla fine di un percorso. Oggi è necessario un pensiero nuovo, radicale e rigeneratore nella lotta alle mafie. Ecco, se non rigeneriamo rischiamo di degenerare". Con la consueta schiettezza don Luigi Ciotti incalza le coscienze e la politica: "Ci vuole continuità, condivisione e corresponsabilità. Siamo disposti a collaborare con le Istituzioni se fanno la loro parte, ma se non la fanno - dice il fondatore e anima di Libera - allora dobbiamo essere una spina nel fianco per chiedere ciò che è giusto". 

Oggi ricordiamo oltre mille nomi. Sono le donne e gli uomini che si sono opposti alla violenza ed al sopruso delle mafie. Italiani, e non solo, a cui il Paese deve rendere onore ogni giorno promuovendo legalità, sviluppo e lavoro, dignità e rispetto dei diritti – ha dichiarato a margine dell'iniziativail Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra –. Oggi più che mai, con una crisi che crea disperazione sociale e ingrassa gli interessi della criminalità. La risposta è il presidio dei territori, è la buona occupazione giovanile e femminile, è la crescita dell’intero paese, il riscatto di un Sud troppo a lungo dimenticato. Dobbiamo costruire insieme un Contratto per la legalitá e lo sviluppo che dia certezze a lavoratori, imprese , famiglie  e prospettiva all’insieme della comunità nazionale” – ha concluso Sbarra.

A fare da sfondo al palco, un pannello con i nomi di tutte le vittime. Un elenco lungo di uomini e donne, tra cui anche 113 bambini e bambine: c'è chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e di chi si è ritrovato sulla traiettoria di una pallottola o vittima impotente di una bomba. E ogni anno si allunga, è stato aggiunto anche il nome di Willy Monteiro Duarte. Libera scandisce tutti i loro nomi per far rivivere le loro storie. "Abbiamo il dovere di trasmettere la memoria alle nuove generazioni, a questa meraviglia che sono i nostri ragazzi", dice don Ciotti. E a loro pensa quando rivolge un appello per lo ius soli: respingerlo è "una grave emoraggia di umanità".

Dopo lo stop dello scorso anno, quando in pieno lockdown il 21 marzo è stato virtuale, sono centinaia - tra oggi e domani - le iniziative in tutta Italia. I nomi delle vittime sono stati proiettati sul campanile di Piazza San Marco a Venezia e della Mole Antonelliana a Torino. A Milano, dalla facciata a Palazzo Marino, sede del Comune, sono state srotolate otto lenzuola con i nomi di altrettante vittime in città. A Napoli il focus è stato sul lavoro, con un incontro nella fabbrica Whirlpool. Molte iniziative - a Palermo al Teatro Massimo, a Locri al Teatro Greco di Portigliolo, a Torino in Piazza del Conservatorio Giuseppe Verdi - si sono tenute nei luoghi della cultura, rimasti a lungo chiusi. Serve l'impegno della Chiesa, dice il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei in una lettera a Libera, ora piu' che mai: "Con la pandemia, le mafie, e la sottocultura mafiosa, si stanno rafforzando, e cosi' aumentano le loro vittime. Non possiamo rischiare di farci avvelenare dai loro frutti cattivi".

Pubblicato in Attualità
Maurizio Riccardi

Sito web: www.maurizioriccardi.it

Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.
Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita". 

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