42 anni fa il sequestro di Aldo Moro - Foto/Video

42 anni fa il sequestro di Aldo Moro - Foto/Video
Quarantadue anni fa, il 16 marzo 1978, uno fra i momenti più bui della nostra storia repubblicana: il sequestro, in via Fani, del Presidente della Dc Aldo Moro, mentre il fuoco dei brigatisti uccideva cinque uomini della sua scorta.

Giovedì 16 marzo del 1978, le Brigate Rosse rapirono il presidente della Dc Aldo Moro e uccisero gli uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, maresciallo dei Carabinieri, Medaglia d'oro al valor civile; Domenico Ricci, appuntato dei Carabinieri, Medaglia d'oro al valor civile; Francesco Zizzi, vice brigadiere di Pubblica sicurezza; Giulio Rivera, agente di Pubblica sicurezza; Raffaele Iozzino, agente di Pubblica sicurezza, Medaglia d'oro al valor civile. Fu il punto più alto dell'attacco terroristico «al cuore dello Stato», come le Br definirono la loro strategia.

Nell’Archivio Riccardi, sono presenti alcune immagini forti, realizzate dal giovane Maurizio Riccardi, fra i primi ad accorrere sul luogo del rapimento, quando i corpi privi di vita dei poliziotti e dei carabinieri si trovavano ancora sull'asfalto di via Fani.

Numerose foto di Aldo Moro sono visibili nella mostra fotografica - nonché nel relativo libro-catalogo - Aldo Moro. Memoria, politica, democrazia, inaugurata nell’aprile 2018 nella prestigiosa sede dello Stadio di Domiziano in via di Tor Sanguigna in occasione del quarantennale del suo sequestro e della sua uccisione e poi esposta, nel novembre dello stesso anno, presso la Camera dei Deputati.

La mostra ripercorre la vita politica del presidente della Dc, ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi (classe 1926) decano dei fotoreporter romani, il quale, all’età di novantadue anni continua a fotografare, coltivando nello stesso tempo la sua  passione di sempre per la pittura.

Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini del già citato Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e di Maurizio Piccirilli, autore delle foto del ritrovamento - avvenuto il 9 maggio 1978 - della salma di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e la raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completano il catalogo della mostra.

«Nel 1978», dichiarano gli autori, «sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio non di secondo piano come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media, ha subìto così un secondo omicidio. Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico».

Il catalogo, edito da Agr Edizioni, curato da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, è stato realizzato dall'Istituto Quinta Dimensione con il contributo di Intesa Sanpaolo e MiBAC - Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali. Il volume composto da 245 pagine raccoglie oltre 150 fotografie, molte delle quali inedite, accompagnate da commenti e testimonianze di personaggi noti della cultura, della politica e del giornalismo italiano tra cui: Tommaso Labate, Luca Telese, Stefano Folli, Anna Maria Furlan, Enrico Cisnetto, Andrea Purgatori, Luciano Conte, Marco Damilano, Nicolò Amato, Paolo Naccarato, Vincenzo Scotti, Antonio Catricalà, Marco Bentivogli, Luigi Bisignani, Ulderico Piernoli, Pierluigi Battista, Mario Mori, Carlo De Stefano e Antonio Marini.

La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei tragici cinquantacinque giorni trascorsi fra il sequestro e l’omicidio, nonché le testimonianze di magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero in prima persona quei drammatici eventi.

 

L’obiettivo fondamentale della mostra, che successivamente alla tappa alla Camera dei deputati è stata esposta in altre prestigiose locations, è dunque quello di mettere l'accento sulla figura di Aldo Moro nella sua interezza e completezza, sicuramente senza trascurare il suo sacrificio, ma separando i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle Br che purtroppo lo hanno identificato e ancora oggi lo identificano - in modo quasi esclusivo - dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.

Video

Aldo Moro, Memoria Politica Democrazia G.Currado © AGR
Pubblicato in Attualità

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