Addio a Umberto Eco

Umberto Eco Umberto Eco M. Riccardi © Agr
Addio all’uomo Umberto Eco. Ci lascia all’età di 84 anni, dopo averne vissuti almeno cinquemila.

«Chi non legge, a settant’anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni. La lettura è un'immortalità all'indietro».

È con questa sua celebre frase che vogliamo ricordare Umberto Eco, scomparso intorno alle 22 e 30 di venerdì 19 febbraio 2016.

Nato a Alessandria nel gennaio 1932, Eco è stato semiologo, filosofo, scrittore, medievalista, acuto osservatore della realtà politica e sociale del Paese, esperto di comunicazione e media.
Il suo testo più famoso è senza dubbio Il nome della rosa (Bompiani, Milano, 1980), best-seller da oltre cinquanta milioni di copie, tradotto in più di quaranta lingue e portato sul grande schermo nell’ ’86 da Jean-Jacques Annaud con l’interpretazione di Sean Connery e F. Murray Abraham. Tra gli altri sui romanzi ricordiamo Il pendolo di Foucault (Bompiani, Milano 1988), L’isola del giorno prima (Bompiani, Milano 1994) e Numero Zero (Bompiani, Milano 2015).

È stato inoltre autore di decine e decine di saggi, fra i quali per citarne solo alcuni, Diario Minimo (Mondadori, Milano 1963 e 1975), che include la celebre Fenomenologia di Mike Bongiorno, uno fra i primissimi esempi di critica alla nostra Televisione, Apocalittici e integrati (Bompiani, Milano 1964 e 1977), Trattato di semiotica generale (Bompiani, Milano 1975), il celebre Come si fa una tesi di laurea (Bompiani, Milano 1977)

E ancora, il noto saggio polemico (1977) su Casablanca di Michael Curtiz («Quando tutti gli archetipi irrompono senza decenza a volte si raggiungono profondità omeriche. Su cento cliché, due fanno ridere, novantotto commuovono»),  Lector in fabula (Bompiani, Milano 1979), Sette anni di desiderio (Bompiani, Milano 1983), Non sperate di liberarvi dei libri (Bompiani, Milano 2009), scritto con Jean-Claude Carrière, fino ai più recenti Costruire il nemico e altri scritti occasionali (Bompiani, Milano 2011), Scritti sul pensiero medievale (Bompiani, Milano 2012), Storia delle terre e luoghi leggendari (Bompiani, Milano 2013), Riflessioni sul dolore (ASMEPA, Bologna 2014).

Ha scritto anche testi per l’infanzia, fra i quali ricordiamo La bomba e il generale (Bompiani, Milano 1965), I tre cosmonauti (Bompiani, Milano 1966) e Gli gnomi di Gnu (Bompiani, Milano 1992), tutti e tre arricchiti dalle illustrazioni del pittore astratto (nonché suo amico) Eugenio Carmi (1920 - 2016), il quale, per un curioso “scherzo del destino”, è scomparso lo scorso 16 febbraio.

Nel 2012, U. Eco è stato fra i protagonisti di Vita da strega, la mostra fotografica curata dall’Archivio Riccardi inaugurata a Spazio5 nel giugno di quell’anno con l’obiettivo di ripercorrere le storie e i protagonisti del Premio Strega dal ’47 in poi attraverso le numerose foto dell’Archivio e i racconti dei suoi protagonisti (da Ennio Flaiano, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, fino ad arrivare agli autori degli anni più recenti). Uno spaccato su un enorme pezzo della vita culturale italiana. Un appuntamento a cui il grande intellettuale piemontese non si era sottratto.

M. Bennici / A. Poggiani

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