Addio Vincenzo Desario, una vita per la Banca d’Italia

Vincenzo Desario Vincenzo Desario Foto di Maurizio Riccardi © Archivio Riccardi
È morto Vincenzo Desario, 87enne ex direttore generale della Banca d’Italia.

Soprannominato «lo sceriffo» per lvia della scoperta dei casi della Banca Privata di Michele Sindona, di Italcasse e del Banco Ambrosiano guidato da Roberto Calvi. Ad annunciare la sua scomparsa su Facebook è il figlio Davide, direttore di "Leggo".

Nato a Barletta nel 1933, Desario era entrato in Bankitalia nel 1960, nei ruoli ispettivi della filiale di Foggia. Nel 1968 venne chiamato a Roma dall’allora governatore Guido Carli, sempre per occuparsi di vigilanza. In Bankitalia Desario ha svolto l’intera carriera scalandone i vertici. Sotto la guida del governatore Carlo Azeglio Ciampi, Desario diventa dal 1983 capo della Vigilanza. Nel ‘93 è nominato vice direttore generale ed entra nel Direttorio. Quando nel ‘94 Lamberto Dini lascia la carriera di banchiere per la politica, diventando ministro del Tesoro nel primo governo di Silvio Berlusconi, Desario viene promosso direttore generale, ruolo che ha ricoperto per 12 anni, fino alla pensione nel 2006 per raggiunti limiti d’età, sostituito da Fabrizio Saccomani.
Dopo le dimissioni di Antonio Fazio, per oltre due mesi, Desario ha ricoperto la carica vacante di governatore, prima della nomina di Mario Draghi. E Draghi premierà la sua dedizione per la banca centrale, nominandolo direttore generale onorario.

Pubblicato in Attualità
Maurizio Riccardi

Sito web: www.maurizioriccardi.it

Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.
Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita". 

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