Affaire Giannino: dimissioni lampo per il leader di Fare

Giannino compie un passo indietro per il bene di Fid, al suo posto Silvia Enrico che diviene il nuovo presidente del movimento. Tra rigore e trasparenza il leader dimissionario di Fare resta il candidato premier del partito.



giannetto

Giannino compie un passo indietro per il bene di Fid, al suo posto Silvia Enrico che diviene il nuovo presidente del movimento. Tra rigore e trasparenza il leader dimissionario di Fare resta il candidato premier del partito.

Il polverone sollevato in questi giorni da Luigi Zingales, uno dei rappresentanti più importanti di Fare per Fermare Il Declino, riguardo ai millantati titoli accademici che figuravano nel curriculum di Oscar Giannino ha prodotto in primo luogo delle scuse pubbliche e ammissione parziale di errori da parte del leader di FID e, in seguito alla riunione dei vertici del partito, le dimissioni dello stesso Giannino dalla presidenza del movimento in favore di Silvia Enrico, avvocato e coordinatrice di Fare in Liguria. Intanto, Franco Turco coordinatore per la Saredgna di FID, conferma Giannino come candidato alla Presidenza Del Consiglio del partito. Trasparenza, limpidezza e coerenza. Il passo indietro compiuto da Giannino è stato considerato, anche prima dell'annuncio ufficiale, l'unica opzione possibile per salvaguardare l'immagine di FID e la fiducia degli elettori. Tuttavia se si inserisce l'evento nel contesto della politica italiana l'esempio dell'ex-presidente di Fare risulta un caso davvero isolato. Soprattutto se si considera l'inossidabile riottosità che i vertici politici hanno ormai sviluppato riguardo risoluzioni dimissionarie: una sordità verso la presa di responsabilità, che definire anche solo patologica sarebbe un eufemismo di quelli tra i più infelici. Ma "l'affaire Giannino" sembra non aver turbato particolarmente i rappresentati del movimento, tra cui vi sono alcuni che con molto spirito hanno esorcizzato l'intera faccenda: come Eugenio Guarducci, capolista di Fare per Fermare il declino in Umbria, che ha affermato di essersi assicurato di avere con sé il proprio diploma di laurea prima di affrontare gli impegni elettorali. Da esibire su gentile richiesta. Una vera e propria “Operazione trasparenza” come è stata definita lo stesso Guarducci, che ha spiegato in una nota di essersi laureato il 30 marzo del 1988 presso l’Universita’ degli Studi di Firenze, Facolta’ di Architettura. Il vero interrogativo che resta ancora aperto è però uno solo: l'atto di Giannino sarà stato sufficiente per scongiurare o fermare l'eventuale declino - in questo caso - di consensi? 
 

Luigi Paolicelli

Pubblicato in Attualità

 


 

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