Al referendum vince la Brexit. La Gran Bretagna è fuori dall'Unione Europea

Nigel Farage, leader del "fronte" pro brexit Nigel Farage, leader del "fronte" pro brexit
In Gran Bretagna i più anziani hanno deciso il futuro dei giovani. I quali vivranno le conseguenze di tale voto per una media di oltre sessant'anni anni, a fronte dei quindici degli ultra sessantacinquenni.

Una situazione piuttosto paradossale, quella che emerge dal sondaggio finale di YouGov, sondaggio secondo cui sarebbero stati proprio i più anziani a votare in favore della Brexit. E, pertanto, a stabilire il futuro dei più giovani, i quali avrebbero invece voluto (quasi tutti) che la Gran Bretagna rimanesse nell’Unione Europea. 

Un forte gap generazionale. I dati parlano chiaro: sul totale dei votanti, il circa il settantacinque per cento dei ragazzi d'età compresa fra i dicioti ed i ventiquattro anni si è espresso contro la Brexit, così come il cinquantaquatro per cento delle persone fra i venticinque ed i quarantanove anni. Ovvero quelli che, volenti o nolenti, vivranno più a lungo le conseguenze del voto. Gli ulttrasessantacinquenni, invece, hanno votato in massa (il sessantuno per cento) per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. 

Pertanto, i maggiori sconfitti di questo referendum sono i giovani. Che "hanno votato con un ampio margine per restare, ma il loro voto è stato surclassato", ha commentato Tim Farron, leader dei Liberal democratici. "Sono andati a votare per il loro futuro, che gli è stato portato via". 

Anche l'istruzione ha avuto il suo peso. La spaccatura non riguarda solo l’età, ma anche il livello d'istruzione. Stando al sondaggio preliminare di YouGov - diffuso alla chiusura dei seggi e fondato su 4.772 adulti intervistati - il settantuno per cento delle persone con una laurea avrebbe votato contro la Brexit (e solo il rimanente ventinove per cento a favore). La situazione si capovolgerebbe prendendo in considerazione quelli che hanno titoli di studio inferiori: in questo caso il cinquantacinque per cento dei votanti aveva dichiarato di volere uscire dall’Unione Europea e il quaranttacinque per cento avrebbe voluto rimanere. 

Un Regno "Unito" solo di nome. Differenze fondamentali le troviamo anche sotto un profilo geografico. Se da un lato la maggioranza dell'Inghilterra e del Galles hanno optato per la Brexit, di tutt'altro parere la maggior parte degli elettori di Scozia e Irlanda del Nord, che ora, rispettivamente con il sessantadue e il cinquantasei per cento di voti contrari, chiedono a gran voce un altro referendum per staccarsi dal Regno Unito.

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Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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