ALFANO: NON MI VERGOGNO DELLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

“Non mi vergogno affatto della legge sulle intercettazioni”. Non ha dubbi il Gardasigilli, Angelino Alfano, sul palco di Cortina InConTra. “Non accetto che il diritto alla privacy sia un diritto di serie B”

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“Non mi vergogno affatto della legge sulle intercettazioni”. Non ha dubbi il Gardasigilli, Angelino Alfano, sul palco di Cortina InConTra. “Non accetto che il diritto alla privacy sia un diritto di serie B”, perché “è garantito dalla Costituzione come quello di cronaca. Non vogliamo tagliare le unghie alla magistratura, vogliamo solo che sulle intercettazioni non ci siano abusi”. Non esiste solo un problema di privacy, ma anche di conti in rosso: “Vi è una spesa fuori controllo, ho scritto a tutti i procuratori della Repubblica d’Italia per sapere qual era il nostro debito. Dovevamo circa 400 milioni di euro alle ditte sulle intercettazioni”.

Altro tema caldo, è quello delle carceri. “Entro 20 giorni – ha spiegato il ministro – porterò al Consiglio dei ministri un nuovo piano carceri”. Si tratta di “1,5 miliardi di euro di finanziamenti per 17 mila nuovi posti in carcere”. La porta per l’ingresso dei privati è spalancata: “Come accade in molti Paesi del mondo potranno intervenire i privati, non già nella gestione, ma contribuendo alla realizzazione di nuovi carceri. Ne abbiamo già parlato con la presidente di Confindustria e pensiamo di chiedere una mano anche all’Europa”.

 

Il ministro si è soffermato anche sull’utilità del Lodo Alfano: “E’ un punto di equilibrio che permette di lasciare governare chi lo deve fare e assicura il sereno svolgimento di alte funzioni nell’ambito della Repubblica”. Alfano ha proseguito il ragionamento con una frecciata alla sinistra: “Se poi c’è qualcuno che perde le elezioni e vuole ribaltare il tavolo del voto popolare, pazienza. Siamo convinti che ciò che deve determinare la guida del Paese è il voto dei cittadini. Perciò chi è chiamato a governare lo deve fare senza dover distogliere la propria attività di governo per andare ogni settimana in tribunale”.

 

Infine una battuta sul congresso del Partito democratico: “Non credo mi verrà la tentazione di andare a votare alle primarie del Pd, neppure per un istante. Mi auguro piuttosto che votino chi ritengono opportuno eleggere e lo facciano durare, perché se l’opposizione cambia spesso il leader a pagarne il conto è la stabilità del Paese”.

Pubblicato in Attualità

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