Arriva il giorno della liberazione fiscale

Arriva il giorno della liberazione fiscale
Ieri era l'ultimo giorno in cui si lavorava per pagare le tasse "dal 3 giugno, infatti, scatta il tanto sospirato giorno di liberazione fiscale". 

Due giorni in meno rispetto all’anno precedente, a dirlo è Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che anche per il 2017 ha calcolato la data in cui si finisce di lavorare per il far fronte alla pressione fiscale. Aggiunge Zabeo: “incluse le festività, nel 2017 sono stati necessari 153 giorni per scrollarci di dosso la morsa del fisco; ben 38 giorni in più rispetto al dato registrato nel 1980. Lavorare 5 mesi su 12 per lo Stato da l’idea di quanto eccessivo sia il nostro fisco. Al netto del peso dell'economia sommersa, sui contribuenti fedeli al fisco grava una pressione fiscale reale che sfiora il 50%, un carico che non ha eguali in Europa“.

Anche se l’Italia è quinta nelle classifiche per peso delle tasse nell’Unione Europea, mentre è prima per pressione fiscale sulle aziende, dopo di noi Francia e Belgio, mentre sono ben dieci le Nazioni in coda alla classifica che hanno la pressione fiscale dimezzata rispetto alla nostra, e tra queste troviamo Regno Unito, Svizzera e Irlanda.

La Cgia, per determinare questa data, ha preso in esame il dato di previsione del Pil del 2017, suddividendolo per i 365 giorni dell’anno, ed ha così elaborato un dato medio giornaliero. In seguito, ha considerato il gettito di imposte, tasse e contributi che gli italiani verseranno per l’anno corrente e lo ha diviso per il Pil giornaliero. Questo ha determinato la data media, che è il 3 giugno.

Per il 2017 il gettito complessivo di imposte, tasse e contributi che gli italiani verseranno allo Stato sarà, secondo il Def, di 723,6 miliardi di euro. Le imposte dirette, sono al primo posto e vengono calcolate per 249 miliardi; seguono le imposte indirette con 247,1 miliardi, i contributi sociali con 224,5 miliardi e infine le imposte in conto capitale che ammonteranno a 2,9 miliardi.

Eppure negli ultimi anni sono state adottate alcune misure che hanno concorso alla contrazione del peso fiscale, come il bonus Renzi, l’eliminazione dell’Irap dal costo del lavoro, la cancellazione della Tasi, la riduzione dell’Ires, i super-ammortamenti e l'innalzamento delle soglie per accedere al regime dei minimi, strumento fondamentale quest’ultimo per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro autonomo. Nonostante queste misure però la pressione fiscale resta ancora alta nel nostro Paese, ed il popolo delle partita Iva resta al margine, così ha infatti commentato Renato Mason, Segretario della Cgia “ancora una volta l’insensibilità della classe politica di questo Paese ha prevalso sugli interessi dei piccoli produttori. Su quel mondo di lavoratori autonomi, costituito in particolar modo da ex operai, da giovani free lance e da liberi professionisti che, inspiegabilmente, continuano a non ricevere alcuna attenzione ai loro problemi”.

Se il 3 giugno è una data importante per i contribuenti, è all’orizzonte una data importante anche per l’Agenzia delle Entrate. Il 12 giugno, infatti, scadrà il mandato di direttore di Rossella Orlandi. Al suo posto, alcune voci danno il nome di Ernesto Maria Ruffini, attuale amministratore delegato di Equitalia, che diverrebbe capo di un altro ente pubblico, la nuova Agenzia della Riscossione, che andrà a sostituire Equitalia.

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