Assemblea ABI: il punto sulla situazione economica italiana ed europea.

Assemblea ABI: il punto sulla situazione economica italiana ed europea.
L’8 luglio si è svolta a Roma. al Palazzo dei Congressi, l’Assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana ABI, in cui è stato fatto il punto sulla situazione economica italiana ed europea.

Con la Relazione del Presidente dell’Associazione, Antonio Patuelli, si è aperta la 55°  Assemblea degli associati. Sono seguiti gli interventi del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan.

Antonio Patuelli, aprendo l’assemblea annuale ha dichiarato che “le banche esprimono il massimo impegno per la ripresa, pur con i sempre più stringenti vincoli normativi europei”. In merito al decreto legge approvato dal Governo, Patuelli osserva che esso "modernizza il diritto fallimentare, in particolare per il recupero dei crediti, e realizza l'omogeneizzazione del trattamento fiscale delle perdite sui crediti ai tempi europei”. Riguardo la situazione europea Patuelli afferma che "oggi l'Europa è come una bicicletta con pedali squilibrati, come un'aquila bicipite in cui una testa (quella monetarista) spinge per lo sviluppo, mentre l'altra crea troppe regole, sempre più stringenti per il capitale delle banche, anche con annunci continui di sempre altre misure che riducono la disponibilità di credito all’economia".

Per quanto riguarda la vicenda greca il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco crede che "la rottura delle trattative tra la Grecia e i suoi creditori internazionali e il risultato del referendum di domenica scorsa hanno avuto finora riflessi nel complesso contenuti sui mercati finanziari dell'area dell'euro". Ed aggiunge che "tuttavia, gli sviluppi di questa vicenda restano profondamente incerti: la questione non è solo il debito pubblico accumulato, ma anche come riportare la finanza pubblica su un sentiero sostenibile e, soprattutto, come rendere l'economia competitiva e capace di crescere”. Il governatore ritiene che l'impatto di un’eventuale uscita della Grecia sull'economia italiana non sarebbero troppo pesanti, grave però sarebbe il colpo alla credibilità dell'euro. "Gli effetti diretti della crisi greca, per il tramite dei legami commerciali e finanziari", afferma, "sarebbero modesti per l'Italia e per l'area anche nei peggiori scenari". Ma la crisi, potrà  “avere  ripercussioni gravi se riaccenderà negli investitori internazionali il timore che l'euro non sia irreversibile; sarà indispensabile in questo caso un'azione di contrasto da parte delle autorità sia nazionali sia europee". Visco aggiunge che in Italia, "sono state compiute scelte di rilievo; e iniziamo a vedere i risultati. Senza aver fatto quelle  scelte avremmo subito gravi ripercussioni dalla crisi greca: le riforme devono proseguire in tutti i settori dell'economia”

 

 

 

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