Autostrade, l'addio di Castellucci

Giovanni Castellucci Giovanni Castellucci M. Riccardi © AGR
Giovanni Castellucci non è più l’amministratore delegato del gruppo che, da partecipazione statale in 18 anni ha trasformato in colosso mondiale del settore, tra autostrade e aeroporti.
“Quella del ponte Morandi è una tragedia di cui noi tutti non ci facciamo umanamente una ragione e di cui i tecnici non si capacitano ancora”. In un’intervista al Corriere della Sera, Giovanni Castellucci, spiega perché lascia Atlantia, la holding di riferimento della Società Autostrade e indagata nella tragedia del crollo del Ponte Morandi. “Nei prossimi mesi, con il secondo incidente probatorio, si proverà a capire le cause. E quanto queste siano collegate con gli importanti difetti e difformità di costruzione del Ponte che i tecnici hanno evidenziato. Di sicuro c’è che il Ponte era stato visto e studiato da tanti tecnici. E nessuno aveva evidenziato pericoli per la sicurezza dell’infrastruttura”. Quindi precisa: “Lasciare è stata una decisione mia, condivisa con il Cda. Non posso e non voglio essere l’uomo per tutte le stagioni”.
 
Così le deleghe esecutive «in via temporanea», come spiega una nota di Atlantia, sono state trasferite a un comitato di cui fanno parte il presidente Fabio Cerchiai, Carlo Bertazzo, Anna Chiara Invernizzi, Gioia Ghezzi e Carlo Malacarne. Nel frattempo il direttore finanziario Giancarlo Guenzi è stato nominato direttore generale. Al suo posto subentrerà da subito, anziché dal primo ottobre, Tiziano Ceccarani.
 
In base a questa risoluzione, Castellucci riceverà una somma pari a circa 13 milioni di euro come «importo a titolo di incentivo all'esodo», dalla quale è esclusa la competenza di fine rapporto. Quanto alle responsabilità legali, Atlantia si farà carico di eventuali responsaibilità e indennizzi per qualsiasi giudizio penale, civile o amministrativo, a meno che non emergano condotte dolose da parte di Castellucci.
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