Basta morti sul lavoro: sindacati in piazza a Roma il 13 novembre

Basta morti sul lavoro: sindacati in piazza a Roma il 13 novembre Foto Maurizio Riccardi © AGR
Si terrà sabato 13 novembre a Roma la manifestazione nazionale per dire "Basta alle morti sul lavoro" e per chiedere "con forza provvedimenti rapidi e drastici in grado davvero di garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori".

Ai primi di ottobre, sottolineano le sigle di categoria, nelle costruzioni si registra "un numero di infortuni mortali pari quasi al totale dell'intero anno precedente, una vittima ogni 48 ore: una strage senza fine! È una situazione intollerabile, occorre intervenire al più presto".

Proprio per questo motivo, i segretari generali di FenealUil, Vito Panzarella; Filca-Cisl, Enzo Pelle, e Fillea-Cgil, Alessandro Genovesi, hanno annunciato la loro iniziativa insieme ai lavoratori e ai leader di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Stando, infatti, agli ultimi dati parziali e provvisori diffusi dall’Inail (che aggiorna di mese in mese i bollettini nella sezione “open data”) si registra che tra gennaio e agosto le denunce all’Inail sono state 349.449, ovvero 8,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2020: di questi, 772 riguardano gli incidenti mortali. Sale anche il numero delle patologie di origine professionale denunciate: 36.496 il 31,5% in più. I dati mensili, sono influenzati anche dall’emergenza Coronavirus, ma raccontano un bilancio pensante. Sale anche il numero degli incidenti mortali tra casa e lavoro, passati da 138 a 152 (+10,1%), mentre quelli in occasione di lavoro sono stati 65 in meno (da 685 a 620, -9,5%). La gestione Industria e servizi è l’unica a fare registrare un segno negativo (-10,4%, da 721 a 646 denunce mortali), al contrario l’agricoltura, si passa da 70 a 84 denunce (+20,0%), e del Conto Stato, da 32 a 42 (+31,3%). Se si fa un confronto tra le varie zone del paese, gli incidenti mortali sono aumentati al Sud passato da 165 a 211; nel Nord-Est da 161 a 167 e nel Centro da147 a 150. Il calo si registra invece nel Nord-Ovest (da 298 a 194) e nelle Isole (da 52 a 50).

Nei prossimi giorni partirà anche una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro.

“Saremo in piazza per dire “Basta alle morti sul lavoro” – affermano i tre sindacati – per chiedere provvedimenti drastici in grado davvero di garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori. Il Governo – proseguono – ha assunto davanti ai tre segretari confederali impegni che vanno tradotti al più presto in atti concreti”.

Gli impegni assunti dal Governo nelle scorse giornate, dopo che si sono contati 10 morti in 24 ore, “vanno tradotti al più presto in atti concreti. È bene che si acceleri sulla realizzazione di quanto annunciato, anche attraverso un decreto legge“: l’immediata sospensione delle imprese che non osservano le norme sulla sicurezza, l’assunzione di ulteriori ispettori e tecnici della prevenzione, una campagna straordinaria di formazione e informazione sulla sicurezza, anche con il coinvolgimento delle Regioni e l’istituzione della Banca dati unica degli infortuni. Queste sono le principali proposte portate avanti dai sindacati.

Si chiedono anche l’introduzione della patente a punti per le aziende così che, per chi non rispetta gli standard, abbia dei limiti nell’accesso alle gare d’appalto  e, inoltre, un Piano straordinario dell’Inail in collaborazione con gli Enti bilaterali del settore e gli Rlst (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale). Tutti coloro che operano in cantiere dovrebbero poi avere un contratto edile e ai lavoratori delle costruzioni dovrebbe essere riconosciuto il pensionamento anticipato. Servono inoltre maggiori finanziamenti per la formazione e la sensibilizzazione sull’utilizzo della tecnologia per la prevenzione e l’inserimento nel Codice penale di una aggravante per infortunio mortale sul lavoro.

La partita per il governo non è facile. In questi ultimi mesi il tema della sicurezza del lavoro è stato legato a doppio filo all’emergenza Covid. Ma, la prossima settimana l’intervento del governo andrà ben oltre i confini della pandemia. “Pene più severe e immediate e collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro” ha annunciato il premier Mario Draghi per mettere in campo le prime norme.

Il premier, inoltre, appoggia la linea di Carlo Bonomi che, nell’intervento all’Assemblea di Confindustria, ha parlato di “comitati di lavoratori e impresa”. Per Draghi è un passo per aumentare la collaborazione interna e quindi anche il monitoraggio sulla sicurezza. Ma, ha precisato il capo del governo, “i lavoratori che parteciperanno a questa operazione non sono responsabili di nulla”.

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