Benetton e disoccupazione giovanile: arriva “Unemployee of the year”

Unemployee of the year è il titolo del contest online promosso da Benetton che selezionerà 100 progetti di altrettanti giovani disoccupati offrendo loro la possibilità di realizzarli. La celebre ditta d’abbigliamento sforna così una campagna di sensibilizzazione sulla disoccupazione giovanile a livello mondiale.

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Unemployee of the year è il titolo del contest online promosso da Benetton che selezionerà 100 progetti di altrettanti giovani disoccupati offrendo loro la possibilità di realizzarli. La celebre ditta d’abbigliamento sforna così una campagna di sensibilizzazione sulla disoccupazione giovanile a livello mondiale.

Espressione amaramente ironica e soprattutto provocatoria quella con cui Benetton firma la sua nuova campagna chiamata: "Unemployee of the year", ovvero “ Il disoccupato dell’anno”. La campagna messa in atto dalla popolare azienda italiana sponsorizza un contest online che selezionerà i progetti di 100 giovani partecipanti ai quali sarà offerta l’opportunità di cambiare la propria vita ed entrare nel mondo del lavoro. Attraverso lo scioccante slogan, Benetton coniuga così alla dinamica comunicazione del brand, strategie di marketing che danno visibilità ad una problematica sociale, quella dilagante disoccupazione dei giovani, profondamente sentita e ormai ampliatasi a livello globale. Un fenomeno desolante e preoccupante, che ha ispirato il team creativo della nota azienda, ad orientarsi verso la sensibilizzazione della attuale condizione di precarietà in cui versano i giovani. Lo stesso Alessando Benetton, presidente di Benetton Group, sconfessa il facile luogo comune secondo cui: "Se si è non occupati, si è indolenti. Se si è non occupati, non ci si è adoperati abbastanza per trovare un lavoro. Se si è non occupati, si è anarchici. Noi riteniamo che non sia così. Queste affermazioni non rispondono a verità.". Portavoce del team creativo, il presidente del gruppo lancia quindi una sfida che ridefinisce ancora una volta l’identità di brand della compagnia, che da decenni si concentra su temi delicati, socialmente importanti e su cui si assestano posizioni contraddittorie e spesso controverse. "Unemployee of the Year" celebra così una gioventù non bruciata, ma sicuramente resa esausta proprio dalla mancanza di lavoro, dalle pastoie di una crisi profonda e dalla traballante fiducia nell’avvenire. Iniziative come quella della casa trevigiana, che offrirà totale supporto a 100 tra tutti i progetti che le perverranno, potrà non costituire una soluzione o una panacea per uno stallo di proporzioni globali; piuttosto si spera che divenga un esempio al quale seguiranno altri. “Perché “, conclude Benetton, “entrare nel mondo del lavoro, per questi giovani, va oltre il tema economico: è un tema di dignità, del ruolo che gli spetta".

Luigi Paolicelli

Pubblicato in Attualità

 


 

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