Caos nel M5s. Grillo incontra Farage

Beppe Grillo e Nigel Farage Beppe Grillo e Nigel Farage
Per molti l’unico vero sconfitto delle competizioni europee è stato il Movimento 5 Stelle.

Se è pur vero che in primis il leader del movimento, Beppe Grillo, si sarebbe aspettato qualche consenso in più, il grande risultato ottenuto al Pd di Matteo Renzi ha aperto una riflessione interna per capire i motivi di un mancato collegamento fra il corpo elettorale dissidente e il movimento stesso. D’altronde se riteniamo valido il sondaggio effettuato da “Le Iene” (su un campione di 1000 astenuti al voto) vediamo come le percentuali lievitano quasi inaspettatamente, ribaltando l’intero risultato elettorale dello scorso 25 maggio. 

Analisi e ipotesi che in queste ore stanno vedendo i vertici del M5s riflettere sulle reali cause che hanno fatto perdere consensi. Un’analisi che si è tradotta in un riservato documento predisposto dai membri pentastellati della Camera dei Deputati, da inviare a Grillo e Casaleggio ma finito anche alla stampa, dove si auspica una maggiore partecipazione in Tv dei parlamentari, un massiccio ritorno allo streaming e la realizzazione di una squadra di governo.

Secondo il documento “i parlamentari devono tornare a confrontarsi su temi pratici e concreti”. Il tutto sarà basato su quattro linee direttrici, che altro non sono che i quattro capitoli del documento: “Intro”, “Fuori», “Dentro” e “Possibili soluzioni”.

Il maggiore spauracchio per i parlamentari del M5s è quello che agli occhi del popolo italiano vengano condivise le loro idee e battaglie sociali, ma ancora siano “poco affidabili”. Un elogio al loro lavoro che non viene ripagato con il consenso elettorale. Per molti, insomma, i cittadini portavoce alla Camera e al Senato vengono percepiti come “saccenti” e “si ritengono poco concreti”.

Documento che non è stato affatto digerito da Beppe Grillo, che in queste ore sta affrontando un altro problema con i suoi deputati: il caso Nigel Farage. Secondo il leader del M5s infatti l’incontro con il capo del partito ultranazionalista britannico e i vertici del suo partito, l’Ukip (United Kingdom Independence party), ha definito una serie di punti programmatici, a partire dal problema sull’immigrazione. “Nigel Farage – evidenzia Beppe Grillo – è il leader del partito Ukip, ma non decide la politica Ukip. Questa è una questione dei membri del partito e del Consiglio Direttivo Nazionale”. La risposta si è resa necessaria dopo le accuse rivolte proprio a Grillo sulla decisione di incontrare Farange, accusato di essere il leader di un partito xenofobo e razzista. “L’Ukip è un’organizzazione democratica, con delle procedure decise dai suoi membri” precisa Grillo.

Francescochristian Schembri

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