Carlo Lizzani: addio ad un pezzo di cinema italiano

Carlo Lizzani con Nino Manfredi Carlo Lizzani con Nino Manfredi Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il regista Carlo Lizzani è morto oggi pomeriggio a Roma. Aveva 91 anni. Si è gettato dal balcone dell'appartamento in cui viveva, nel quartiere Prati. A dare l'allarme alla polizia, intorno alle 15, sono stati alcuni vicini che hanno visto il corpo nel cortile dell'edificio. Una fine tragica, che ricorda quella di Mario Monicelli.

l regista Carlo Lizzani è morto oggi pomeriggio a Roma. Aveva 91 anni. Si è gettato dal balcone dell'appartamento in cui viveva, nel quartiere Prati. A dare l'allarme alla polizia, intorno alle 15, sono stati alcuni vicini che hanno visto il corpo nel cortile dell'edificio. Una fine tragica, che ricorda quella di Mario Monicelli.

Carlo Lizzani, 91 anni, era nato a Roma il 3 aprile 1922 e avrebbe lasciato un biglietto indirizzato ai figli: «Stacco la chiave». Il testo non appare comunque del tutto comprensibile. Secondo le prime testimonianze dei vicini negli ultimi tempi appariva un po’ depresso, forse anche per le critiche condizioni di salute della moglie.
Regista, sceneggiatore e attore, ma anche critico cinematografico, l’esordio di Lizzani dietro la macchina da presa è del 1950 con Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato. Del 1951 è Achtung! Banditi!. Tra i suoi titoli più famosi ci sono Cronache di poveri amanti, tratto dall’omonimo libro di Vasco Pratolini del 1954, Il gobbo (1960) con Pier Paolo Pasolini, Il carabiniere a Cavallo (1961) con Nino Manfredi (in alto unafoto del set di Carlo Riccardi), Il processo di Verona del 1963, Banditi a Milano del 1968, Mussolini ultimo atto del 1974, Storie di vita e malavita del 1975, San Babila ore 20: un delitto inutile del 1976,Fontamara tratto dall’omonimo libro di Ignazio Silone nel 1977, Mamma Ebe del 1985, Caro Gorbaciov nel 1988, Celluloide nel 1995, Hotel Meina è il suo ultimo film del 2007.

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