Conte frena sulla "fase 2"

Giuseppe Conte Giuseppe Conte Foto G. Currado © AGR
Linee guida nazionali guideranno, nei modi e nei tempi, la riapertura delle attività produttive e l’allentamento delle misure di sicurezza

«Si è da poco conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i ministri competenti, ho voluto aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la ’fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico» scrive su Facebook il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella tarda serata di sabato 18 aprile 2020.

L’obiettivo del Governo è quello di pervenire a un programma nazionale di ripresa di buona parte delle attività produttive, e ciò andava evidentemente ribadito soprattutto nel clima recente di tensione dialettica tra la spinta alla riapertura, in particolare, della Regione Lombardia e le repliche piccate della Regione Campania. Se le misure di contenimento del virus stanno facendo vedere i primi risultati, tiepidi nel numero delle vittime ma incoraggianti sulla curva epidemiologica, il Premier tira il freno a mano con decisione sulla possibilità di riaperture e ripresa delle attività produttive prima del 4 maggio, dichiarando inoltre dello stesso parere anche i rappresentanti dei governi locali, benché molte Regioni – del Nord, ma anche la Sicilia, per diverse ragioni – auspichino e propongano soluzioni differenti.

Con i comitati socio-economico e tecnico-scientifico il prossimo aggiornamento è fissato a mercoledì 22 aprile, rimanendo infatti all’ordine del giorno la necessità di un confronto «con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working».

La cosiddetta «fase 2» sarà contraddistinta da un parziale allentamento delle misure che permetterà alla popolazione di convivere con il virus in condizioni di sicurezza, stabilizzando la curva epidemiologica per contenere le condizioni di stress del sistema sanitario: questo è quanto sappiamo di certo. Ogni congettura espressa in questi giorni – prima di nuove comunicazioni e disposizioni governative in materia – tanto dall’ambiente politico quanto da quello dell’informazione, non porterà con sé nulla di provato e, plausibilmente, genererà solo ulteriore confusione attorno al tema, catalizzando attenzioni ed energie in direzioni errate o quantomeno vacue. 

Pubblicato in Attualità

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