Crisi: i dati allarmanti del Lazio

Oltre 34 mila imprese nel Lazio hanno cessato la propria attività nel corso del 2012. Un incremento della cassa integrazione pari al 39, 9% nel solo mese di marzo 2013.

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Oltre 34 mila imprese nel Lazio hanno cessato la propria attività nel corso del 2012. Un incremento della cassa integrazione pari al 39, 9% nel solo mese di marzo 2013. E circa il 48% delle aziende ispezionate nel 2012 irregolare, con punte del 58% nell’edilizia e di oltre il 40% nel terziario e nell’industria. Questo il quadro del mercato del lavoro nel Lazio che emerge dall’ultima relazione del ministero del lavoro e delle politiche sociali e dai dati della commissione regionale di coordinamento delle attività relativamente all’ultimo anno.

Tra i settori più colpiti dalla crisi il commercio, l’artigianato, le costruzioni e l’agricoltura. Settori in cui i lavoratori irregolari sono aumentati del 20%.

A ciò si aggiunge un tasso di disoccupazione generale pari al 12,6%, con un incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente e di oltre il 5% dall’inizio della crisi, nel 2008. E un tasso di disoccupazione giovanile nel corso dell’ultimo anno vicino al 40%.


“Un quadro allarmante quello emerso – sottolinea il segretario della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – che mostra una regione in grave crisi sociale, economica e occupazionale, con tendenze recessive che non accennano a diminuire e che colpiscono pesantemente lavoratori e famiglie. Le politiche nazionali e regionali dovranno al più presto porre rimedio a questa situazione. Mi rivolgo direttamente al presidente della Regione Zingaretti, affinché insieme alla Giunta valuti tali dati e proponga al più presto misure e rimedi concreti”.

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