Da New York la notizia: possibile un Monti-bis

A New York Monti si sbilancia e si dice aperto all'ipotesi di restare in carica qualora fosse necessario e gli venisse chiesto espressamente di continuare. Obama e mercati americani favorevoli ad un Monti -bis, mentre in Italia imperversano polemiche e reazioni discordanti.

Monti Council_Foreign_Relations_2012

A New York Monti si sbilancia e si dice aperto all'ipotesi di restare in carica qualora fosse necessario e gli venisse chiesto espressamente di continuare. Obama e mercati americani favorevoli ad un Monti -bis, mentre in Italia imperversano polemiche e reazioni discordanti.

«Non mi candido alle elezioni. Sono già senatore a vita. Ma se dopo il voto qualcuno pensasse che io possa essere ancora d’aiuto, se ci fossero circostanze speciali e me lo chiedessero, lo considererò» con queste poche parole, possibiliste, ma allo stesso tempo prudenti, il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, lascia intravedere l'ipotesi di una sua permanenza a Palazzo Chigi. L'affermazione rilasciata, è stata la risposta che il premier italiano ha fornito a David Rubinstein, il quale gli ha domandato durante il Council for Foreign Relations svoltosi a New York, se in caso di necessità sarebbe rimasto per continuare a servire il paese in veste di Capo del Governo. Monti, completamente a suo agio, ha risposto con un "sì" netto all'ipotesi formulata dal noto finanziere americano, parole che non sono sfuggite alla macchina mediatica statunitense. Infatti, Bloomerang tv, il network finanziario più influente sul territorio dei cinquanta stati, non ha avuto esitazione nel titolare: "Il premier italiano rimarrà al suo posto", dopo solo qualche istante dalle dichiarazioni fatte dal Presidente del Consiglio al suo interlocutore. La notizia, desta fiducia nei mercati d'oltre oceano, verso l'Italia e l'eurozona. Soprattutto l'amministrazione Obama, che ha sempre dimostrato un'intesa di vedute con il governo Monti, sembra avere accolto questa apertura del Premier con favore. Se da un lato le parole di Monti ad un possibile secondo mandato rafforzano determinati assetti geo-economici e politici, attraverso un'ipotesi di continuità, questa volta ventilata dallo stesso interessato; dall'altro lato, in Italia, le forze politiche si dimostrano piuttosto perplesse. Bersani, leader del Pd sottolinea la "provvisorietà" della figura di Monti e la necessità di formare un governo eletto alle urne e con una maggioranza chiara, posizione condivisa dall'IDV di Di Pietro. Favorevole invece l'Udc di Casini il quale si dice pienamente disponibile ad appoggiare un Monti-bis e creare liste che candidino alle politiche 2013 gli attuali ministri. Mentre il Pdl, che rischia di essere travolto dagli scandali dei giorni scorsi, vaglia la possibilità di un governo con ministri politici e non tecnici, nel caso Monti decida di restare. Una situazione complessa, resa ancora più complicata dalla crisi di credibilità e d'immagine che l'Italia ha attraversato nello scorso biennio e dalla quale è riuscita ad uscire soltanto da pochi mesi: come testimoniano i rinnovati e più saldi rapporti con Germania e Usa. Sebbene quindi la politica italiana appaia incerta su come accogliere un eventuale Monti-bis, l'Europa e gli Stati Uniti sembrano avere le idee ben chiare in merito alla questione. Resta però da capire cosa invece ne pensino gli italiani, i primi e diretti interessati delle dichiarazioni rilasciate da Monti.

Luigi Paolicelli

Pubblicato in Attualità

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