Eni Awards 2010

10 giugno 2010 - Si e' svolta ieri, al Salone Delle Feste del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , del presidente di Eni, Roberto Poli , e dell'amministratore delegato del gruppo petrolifero, Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione di Eni Award 2010, premio istituito nel 2007 con l'intenzione di considerarlo, un punto di riferimento, a livello internazionale, per la ricerca nei campi dell'energia e dell'ambiente.
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10 giugno 2010 - Si e' svolta ieri, al Salone Delle Feste del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , del presidente di Eni, Roberto Poli , e dell'amministratore delegato del gruppo petrolifero, Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione di Eni Award 2010, premio istituito nel 2007 con l'intenzione di considerarlo, un punto di riferimento, a livello internazionale, per la ricerca nei campi dell'energia e dell'ambiente. Il successo del premio, hanno sottolineato Poli e Scaroni, sono testimoniati dall'elevato numero di candidature avanzate quest'anno: 792, con un aumento dell'82% rispetto al 2009. Il premio "Nuove frontiere degli idrocarburi" e' stato assegnato ex aequo allo spagnolo Avelino Corma e all'australiano Mark Knackstedt. Il premio "Energie rinnovabili e non convenzionali" e' stato assegnato all'americana Angela Belcher. Il premio "Protezione dell'ambiente" e' stato assegnato al francese Francois Morel. I due premi "Debutto della ricerca" sono stati assegnati a Lorenzo Fagiano e Matteo Mauro. "La centralita' della ricerca all'interno della nostra strategia - ha sottolineato Scaroni nel suo discorso - e' testimoniata anche dai nostri programmi di investimento: dal 2005 al 2009 abbiamo investito in R&S ben 1,5 miliardi di euro". Per Scaroni, il problema della ricerca dal punto di vista dell'Eni non sono tanto i finanziamenti ma le buone idee da sviluppare: "Non bastano i soldi, serve creare un circuito virtuoso che sfoci in progetti meritevoli. Nei prossimi anni mi auguro quindi di investire 2, 3, 4 miliardi". Interpellato sul tema della "fuga dei cervelli" Scaroni ha oservato: "Io sono abbastanza favorevole alla fuga dei cervelli: e' bene che i ricercatori passino periodi, anche lunghi, all'estero. L'importante e' che tornino in Italia. Lo fanno in tutti i Paesi, dobbiamo farlo anche noi".
 
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