Eurispes: 3 italiani su 10 non arrivano a fine mese

Giovedì 30 gennaio è stato presentato il Rapporto Eurispes 2014, che come ogni anno cerca di tracciare un'immagine dell'Italia a più livelli.

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Giovedì 30 gennaio è stato presentato il Rapporto Eurispes 2014, che come ogni anno cerca di tracciare un'immagine dell'Italia a più livelli, basandosi ancora una volta su 6 dicotomie, che vanno a toccare i temi della ricchezza e della povertà, della conservazione e del cambiamento, della politica, dell'etica e dell'estetica, con particolare riferimento alle abitudini degli italiani e a tutto ciò che ruota attorno al costume e alla nostra società.
Nel Rapporto Eurispes 2014 emerge che il 36% degli italiani non si riconosce in nessuna area politica e il 12,4% non sa o non vuole indicare quale sia la propria area politica di riferimento.
Quasi un italiano su tre, il 30,8%, non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. L'Italia ha paura del futuro: oltre l'88% degli italiani ritiene che la condizione economica del Paese nell'ultimo anno sia «totalmente o parzialmente peggiorata». Sette su dieci, il 69,9%, hanno constatato, nel corso del 2013, una perdita del proprio potere di acquisto (24,1% "molto" e il 45,8% "abbastanza"). Il 25,1% ha riscontrato invece una riduzione minima della capacità di fare acquisti attraverso le proprie entrate.
Alle rate ha fatto ricorso il 29% degli italiani per effettuare acquisti. Il pagamento rateizzato è diffuso soprattutto per comprare beni considerati “durevoli”: elettrodomestici (37%), automobili (36,4%), computer e telefonini (22,7%), arredamento (23,5%) e non per lussi o beni deperibili (alimentari, viaggi, vestiti). Ma è “preoccupante” considerare che il 22,4% ricorre alla rateizzazione per far fronte anche alle cure mediche. Il numero di quanti dichiaravano di essersi rivolti ad un “compro-oro” passa quindi dall’8,5% del 2012 al 28,1% del 2013. Il calo di quasi 10 punti percentuali può essere interpretato – spiega l’Eurispes – come un fenomeno legato all’esaurimento progressivo dei beni preziosi in possesso degli italiani.

In aumento, secondo il rapporto,  il popolo dei vegetariani e soprattutto quello dei vegani. Per un terzo di loro queste scelte alimentari sono per rispetto agli animali. E l'amore per gli animali fa dire no a vivisezione, caccia, allevamenti per pellicce e utilizzo di animali nei circhi. Inoltre la maggior parte degli italiani e' favorevole a equiparare, secondo una recente proposta di legge, gli equidi agli animali da affezione e impedirne la macellazione.
In particolare il 6,5% degli intervistati e' vegetariano, lo 0,6% vegano, per un totale del 7,1%. Nella precedente rilevazione i vegetariani si fermavano al 4,9%, per una quota complessiva che, con l'1,1% dei vegani, si attestava al 6%.

  • Gian Maria Fara
  • Autore: Maurizio Riccardi
  • Gian Maria Fara
  • Autore: Maurizio Riccardi

Pubblicato in Attualità

 


 

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