Florovivaismo in crisi. L’appello Fai Cisl a Patuanelli: “serve un tavolo con le parti”

Florovivaismo in crisi. L’appello Fai Cisl a Patuanelli: “serve un tavolo con le parti”
“Il caro bollette oltre che abbattersi su lavoratori e famiglie sta mettendo a dura prova tutto il tessuto produttivo agroalimentare, con imprese agricole e florovivaistiche che nel giro di pochi mesi hanno visto più che raddoppiare i costi sul fronte energetico.

Ci appelliamo al Governo e in particolare al Ministro Patuanelli – dichiara Onofrio Rota, Segretario Generale della Fai Cisl, in occasione della visita svolta ie nell’azienda florovivaistica La Mediterranea ad Acate, nel ragusano, insieme al Segretario generale della Fai Cisl Ragusa-Siracusa Sergio Cutrale – affinché si provveda a un sostegno immediato per far fronte alle bollette astronomiche e al contempo si provveda a una nuova politica energetica di lungo periodo, coerente con le esigenze della transizione ecologica e con i bisogni di maggiore autonomia produttiva in Italia ed Europa”.

Non solo le bollette dell’energia elettrica sono rincarate. Per le operazioni colturali gli agricoltori devono affrontare pure rincari fino al 50% per il gasolio. Inoltre l’impennata del costo del gas, utilizzato nella produzione dei fertilizzanti, ha fatto più che raddoppiare i prezzi dei concimi.

“Sono già diverse le imprese agricole, florovivaistiche e alimentari che ci segnalano disagi fortissimi legati al caro bollette – aggiunge il sindacalista – e abbiamo il timore che un impatto di questa portata possa ricadere pesantemente su migliaia di posti di lavoro anche in questi settori, che stanno trainando la ripartenza. Condividiamo con Confagricoltura l’appello per un tavolo urgente con tutte le parti sociali e il Governo con cui affrontare questa situazione prima che sia troppo tardi. Peraltro – sottlinea Rota – il caro energia sta favorendo l’arrivo in Italia di produzioni extra europee, con tanto di trattamenti fitosanitari pericolosi sia per l’ambiente che per la salute dei lavoratori e dei consumatori: una forma di dumping intollerabile nei confronti delle tante imprese italiane che cercano di puntare sulla qualità del lavoro e dei prodotti”.

L’appello del sindacato agroalimentare è pienamente condiviso dalla proprietà de La Mediterranea: “Nonostante gli investimenti sulle fonti rinnovabili – afferma la famiglia Gurrieri – il nostro Paese sta pagando un ritardo generale sull’autonomia energetica, messa a dura prova dal fabbisogno produttivo attuale, e l’impennata dei prezzi, legata anche a questioni geopolitiche internazionali, rischia di tagliare drasticamente i tanti dati positivi che certificano la ripresa della nostra economia. Il Governo investa di più sull’energia Made in Italy e intervenga immediatamente per calmierare i costi e valorizzare il ruolo dell’agricoltura nella produzione di energia green. Inoltre investa sulla produzione italiana gravata da oneri produttivi che garantiscono sì l’elevata qualità ma nel contempo la espongono a gravi forme di concorrenza sleale anche sui mercati internazionali”.

A rischio quindi è tutto il florovivaismo, un settore da primato per il Made in Italy, con 27 mila imprese e circa 200 mila posti di lavoro, che sta cercando di risollevarsi dopo aver pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia.

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