Furlan: "Un bonus di 1000 euro annui per sostenere lavoratori, pensionati, incapienti e autonomi"

Annamaria Furlan e Maurizio Petruccioli Annamaria Furlan e Maurizio Petruccioli M. Riccardi © Agr
"Vogliamo spingere il Governo ad adottare una riforma del sistema fiscale per far crescere il Paese, sostenendo il lavoro ed i consumi", così il Segretario generale della Cisl Annamaria Furlan illustrando i contenuti della proposta di Riforma Fiscale su cui la Cisl raccoglierà le firme nei prossimi mesi per la presentazione di una legge delega di iniziativa popolare.

Una proposta ampia articolata in cinque punti, quella illustrata dalla Cisl nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma. Obiettivo: introdurre più equità, dare più risorse a lavoratori e pensionati, ridistribuire ricchezza, sostenere le famiglie. Non a caso la leader della Cisl è tornata sulle parole pronunciate da Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento, in particolare nei passaggi in cui parla di lotta alle diseguaglianze, equità e della necessità di creare convergenze, alleanze, sinergie all'insegna della responsabilità, quale unica strada per ricostruire la coesione sociale nel paese e poter combattere la crisi. "Siamo rincuorati e spronati dalle parole del presidente. Ci fanno sentire meno soli ma non meno impegnati -ha sottolineato Furlan annunciando l'avvio di una stagione di grande impegno per la sua organizzazione volta a dare una svolta positiva alle aspettative di tutti coloro che sentono fortemente il peso della crisi.

Bonus da 1000 euro, nuovo assegno familiare, fiscalità locale al servizio del cittadino, una imposta sulla grande ricchezza netta e riduzione dell'evasione fiscale i cinque punti fondamentali su cui si articola il progetto di legge di iniziativa popolare volto a dare piu' risorse a chi lavora, ai pensionati e alle aree sociali medio-basse, colpite da sette anni di crisi, perche' - come sottolinea il Segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli "se non riparte un vigoroso ciclo di crescita la lacerazione sociale, ormai giunta a livello di guardia, puo' far crescere il conflitto sociale e la crisi della stessa democrazia". 

In sostanza la Cisl ritiene necessaria una grande operazione redistributiva della ricchezza a favore delle aree sociali medio-basse per correggere la crescita esponenziale delle diseguaglianze che si e' realizzata nell'ultimo quarto del secolo. La revisione del peso fiscale tra tasse centrali e territoriali, ha l'obiettivo di ridurre le iniquita' territoriali e l'aumento incontrollato della fiscalita' locale: dal 2010 al 2013 - sostiene la Cisl - le sole addizionali Irpef regionali e comunali sono cresciute di oltre il 33%. Infine, e' indispensabile ripensare il fisco per la famiglia: solo l'1,5% delle famiglie italiane - sottolinea la Cisl - possiede una ricchezza superiore ad un milione di euro (40,5% della ricchezza totale, escludendo prima casa e titoli di Stato), mentre sono piu' di un milione le famiglie (su quasi 26 milioni) con una ricchezza pari o superiore a 500 mila euro, al netto della prima casa e dei titoli di Stato.

  • Annamaria Furlan e Maurizio Petruccioli
  • Autore: Maurizio Riccardi © Agrpress
  • Maurizio Petruccioli
  • Autore: Maurizio Riccardi © Agrpress
 

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