Gas. Putin ricatta l’Europa: 'via le sanzioni o non riapriamo'

Gas. Putin ricatta l’Europa: 'via le sanzioni o non riapriamo'
La guerra del gas è iniziata e non durerà poco. La Russia ha già bloccato le forniture di gas dal gasdotto Nord Stream e l’Unione Europea, di conseguenza, ha confermato il pacchetto di provvedimenti contro il Cremlino, partendo dal tetto al prezzo del gas russo.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, avverte che lo stop proseguirà fino a quando l’Ue non ritirerà le sanzioni, perché sono quelle a impedire la manutenzione dell’infrastruttura che porta il metano verso ovest.

L’Unione europea, però, non intende né ritirare le sanzioni né ritardare i provvedimenti per limitare le oscillazioni del prezzo del gas e sottrarsi al ricatto del Cremlino.

In un tweet, la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha confermato la proposta contro il caro energia che mirerà a “ridurre i picchi di domanda di elettricità, a fissare un prezzo massimo (price-cap) al gas russo proveniente da gasdotto, ad aiutare i consumatori e le imprese vulnerabili con le entrate del settore energetico e dare sostegno ai produttori di elettricità che affrontano sfide di liquidità legate alla volatilità”.

“Putin sta usando l’energia come arma tagliando l’offerta e manipolando i nostri mercati energetici. Fallirà. L’Europa prevarrà. La Commissione Ue – dichiara Ursula von der Leyen – sta preparando proposte per aiutare le famiglie e le imprese vulnerabili a far fronte ai prezzi elevati dell’energia”.

Lo stop di Nord Stream 1 si è subito ripercosso sui prezzi del gas, che la scorsa settimana avevano ripiegato dopo l’annuncio di Bruxelles di un possibile tetto al prezzo del metano proveniente dalla Russia.

Secondo un non-paper della Dg Energy visionato dal Corriere, le ipotesi allo studio della Commissione Ue prevedono due tipi di tetto del gas: uno sul metano importato dalla Russia e uno che potrebbe essere deciso s base regionale da parte degli Stati per evitare un’inutile spirale dei prezzi all’ingrosso (le zone rosse che sarebbero più esposte alla perturbazione dei prezzi rispetto alle verdi). Il limite di prezzo nella zona rossa sarebbe dinamico e fissato in riferimento al prezzo Ttf, aspetto su cui molti non sono per niente convinti dalla correttezza degli operatori olandesi.

L’esecutivo europeo sta definendo il suo progetto che verrà discusso al Consiglio dei ministri dell’Energia convocato per venerdì e probabilmente ratificato nella settimana successiva.

La situazione non è certo facile. Bisognerà fare i conti con il fabbisogno energetico e nessuno è sicuro che la mancanza del gas russo possa essere sostituito integralmente da altri fornitori.

L’inverno potrebbe essere più complicato di quanto previsto, nonostante gli stoccaggi di metano siano ormai completati. Ciononostante, su questo punto Francia e Germania hanno stipulato un nuovo patto nel quale Parigi si è resa disponibile a vendere più gas a Berlino.

Sulla stessa scia si sta avviando anche l’Iran, pronta a fornire più gas all’Europa. In cambio, però, vanno eliminate le sanzioni contro il Paese di Khamenei. Una mossa in cui il ruolo di Mosca, visti i rapporti con Teheran, anche in questo caso non può essere sottovalutato.

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