Genova, in migliaia ai funerali di don Gallo

Migliaia le persone che nonostante la pioggia sono accorse per il funerale di Don Andrea Gallo


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Migliaia le persone che nonostante la pioggia sono accorse per il funerale di Don Andrea Gallo. Ombrelli, pioggia e lacrime che si mischiano. Gli uomini della Compagnia Unica che volevano portare il feretro dalla Comunità fino alla Chiesa del Carmine sulle loro spalle. La pioggia lo impedisce e allora tutti dietro alla macchina. I genovesi, e non solo. Lavoratori e disoccupati. Prostitute. Ex tossicodipendenti. Etichette che usiamo e che sappiamo stonare, davanti a Don Andrea Gallo. Davanti al prete di strada, il prete degli ultimi, il prete che non ha mai fatto distinzioni.

Migliaia di persone, dietro alla macchina, lungo Principe e poi giù in Via Balbi. Come un cammino di redenzione, come la volontà di rendere migliore quello che c’è attorno, come sempre ha fatto Don Gallo. Quando la parte inziale del corteo arriva all’Annunziata la pioggia diminuisce. Lontano un barlume di sole.

Gli uomini della Compagnia Unica prendono il feretro in spalla e lo portano al Carmine. L’applauso che accoglie il feretro in Chiesa è commovente. Lungo, Forte. Squillante. E non importa chi sia ad applaudire. Oltre la sua gente, ci sono tutti gli altri: politici, sportivi, uomini e donne della televisione. Tutti uniti dal dolore.

Comincia la cerimonia funebre, dal pulpito Angelo Bagnasco. Prende parola. La Chiesa rumoreggia. Piano. Sommessa. E poi in maniera sempre più alta. Non è una protesta contro Bagnasco. E’ la protesta contro la Chiesa che non ha mai accolto fino in fondo Don Gallo. Che non lo ha aiutato. Che gli ha messo i bastoni tra le ruote.

La contestazione comincia con qualche strepitio e la parola “Vergogna!”. Poi i fischi, qualche urla. Dentro e fuori la Chiesa.

Lilly, la sua segretaria di sempre, va all’altare e chiede di smetterla: “Don Gallo non avrebbe mai voluto una cosa simile. Lui ha sempre accolto tutti”. La contestazione si placa. Il funerale prosegue. Le lacrime non si fermano.
La sferzata la dà Don Ciotti. La parte della Chiesa che invece ha lottato con Don Galllo. Lungo applauso. E poi le prime parole: “E’ stato un prete che ha dato un nome a chi non lo aveva, lo ha fatto con un tenace e quotidiano impegno”.

Una predica commossa, partecipata, energica. Le ultime parole sono ancora del card. Bagnasco. Poi l’ultimo saluto. Il feretro viene portato via dalla Chiesa del Carmine. Fuori ancora migliaia di persone. Fuori Genova lo aspetta ancora. Ancora lo vuole salutare. Cori. Canzoni, con la folla che ha inneggiato “Bella Ciao”. E il sole che si alza sulla città.

Addio Don Andrea Gallo. Addio prete che ha dato un nome a chi non lo aveva. Addio prete degli ultimi, che hanno scoperto di non essere tali.

Foto Anna Meliz

Pubblicato in Attualità

 


 

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