Germanwings. L'altra verità: un video che dubita della versione ufficiale

Germanwings. L'altra verità: un video che  dubita della versione ufficiale
Un video pubblicato su Youtube il 28 Marzo 2015 esamina alcuni punti chiave del recente disastro aereo del volo della Germanwings, ponendo dubbi sulla verità ufficiale e proponendo alcune ipotesi alternative.

Il video dal titolo “Germanwings. L' altra verità” è stato pubblicato lo scorso 28 Marzo su Youtube ed è basato su un articolo pubblicato sul sito Tankerenemy (clicca qui per leggere il testo originale), noto blog italiano che sostiene l’ipotesi delle “scie chimiche”, secondo la quale alcune scie di condensazione rilasciate dagli aerei non siano normali scie di vapore acqueo, ma veicolano agenti chimici o biologici, diffusi segretamente in volo per finalità non meglio precisate.

Premesso che questa non è la sede adatta per mettere in discussione né la versione ufficiale né quelle alternative, ci limitiamo semplicemente a riassumere le argomentazioni sostenute dal video in questione.

La voce fuori campo sostiene testualmente che “molte tessere non appaiono al loro posto e le contraddizioni sono numerose”. Ma quali sarebbero questi punti oscuri?

Innanzitutto vi sarebbe la scomparsa del volo 4U9525 dai radar. Secondo la versione ufficiale inizialmente l’a320 sarebbe scomparso dai radar pochi istanti prima delle collisione, ma successivamente, una volta formulata l’ipotesi del pilota suicida, è stato dichiarato che la torre di controllo ha perso il contatto 9 minuti prima della perdita di segnale da parte dei radar. L’autore evidenzia che questo sarebbe un lasso di tempo sufficiente per giustificare l’ intervento di caccia intercettori che raggiungono e controllano a vista lo stato dei piloti; tuttavia non vi sarebbero stato alcun accenno ad un’operazione del genere. Inoltre non viene spiegato come mai durante questo intervallo di tempo, e nonostante la porta blindata non permettesse al comandante di entrare in cabina di pilotaggio, non sia stato usato alcun telefono satellitare per comunicare con la torre di controllo.

Per quanto riguarda una delle 2 scatole nere ritrovate, quella relativa alle registrazioni audio dei dialoghi della cabina di pilotaggio, l’autore sostiene che si tratti di un modello obsoleto, non più installato sui velivoli attuali, e che presenti segni di usura del tempo (graffi e ruggine) che farebbero pensare a un pezzo da magazzino.

Il file audio relativo ultimi 60 secondi di volo, contenuto nella scatola nera ritrovata, sarebbe stato manipolato e contraffatto: alcuni suoni vengono ripetuti più volte, ed è  assente il messaggio di allarme automatico del sistema di bordo, che segnala la prossimità con il suolo e indica al pilota di tirare a sé la cloche per evitare l’impatto.

Altri dubbi sollevati riguarderebbero il co-pilota Andrea Lubitz, che inizialmente  non viene descritto come un aspirante suicida, ma col passare del tempo ne esce un profilo da squilibrato, e la mancanza di rottami significativi nell’ area dello schianto (così come si dedurrebbe dalle riprese aeree).

Ma il punto fondamentale, dal punto di vista dell’autore, sarebbe costituita dalla rotta di volo: un’altitudine inferiore rispetto a quella regolare. Questo perché gli aerei commerciali preposti alla diffusione di scie chimiche in bassa atmosfera volerebbero spesso su corridoi militari e quindi a quote inferiori rispetto a quelle dichiarate. L’ipotesi finale è che potrebbe essersi generato il fenomeno del “fumo in cabina” (l’a320 stesso sarebbe stato già coinvolto in un caso del genere), cioè la contaminazione da parte di gas neurotossici, a causa del quale i piloti e il personale di bordo potrebbero essere rimasti incoscienti per alcuni minuti. La diffusione di tale verità farebbe crollare il mercato dei voli civili, così come le operazioni di aerosol clandestine.

Infine, altra ipotesi presa in considerazione è quella dell’abbattimento volontario dell’aereo (per motivi non specificati) prima dello schianto sulle cime francesi; ciò spiegherebbe la mancanza di rottami delle parti più resistenti del velivolo; in seguito “sarebbe stato creato ad hoc un teatro del disastro”.

{media load=media,id=119,width=400,display=link,list_item_heading=4} 

 

Pubblicato in Attualità

 


 

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI