Giornate della montagna, Sbarra: «La montagna come metafora delle sfide e opportunità che abbiamo di fronte»

Giornate della montagna, Sbarra: «La montagna come metafora delle sfide e opportunità che abbiamo di fronte»
Si sono concluse, lo scorso 30 giugno, con il Consiglio Generale le Giornate della Montagna, l’iniziativa organizzata dalla Fai Cisl in sinergia con Terra Viva a Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza.

Nella sua relazione, uno dei temi principali toccati da Onofrio Rota, Segretario Generale della Fai Cisl c’è stato quello del confronto con la politica e le istituzioni: «Sosteniamo il lavoro che sta svolgendo la Confederazione, perché rimane col fiato sul collo del Governo, dimostrando coerenza, disponibilità al dialogo, volontà di stare dentro le riforme che servono al Paese. Per quanto riguarda le nostre categorie, a parte l’avvio del tavolo sull’Agroindustria, con i ministri Urso e Lollobrigida, e a parte un primo incontro sul Pnrr, non abbiamo avuto grandi avanzamenti. Un riferimento a parte – prosegue – lo merita il tema della condizionalità sociale nella Pac. Eravamo stati ricevuti dai tecnici del Masaf, con Flai e Uila, e avevamo mostrato tutte le nostre perplessità su alcuni punti, specialmente sul sistema sanzionatorio, che rischia di essere annacquato per le imprese che non rispetteranno alcuni vincoli in materia di lavoro e contratti. Poi però il Masaf è andato avanti da solo, insidiando il Comitato di Monitoraggio Nazionale per l’attuazione del Piano strategico della Pac 2023-2027, con uno spazio riservato ai sindacati dei lavoratori che prevede solo un rappresentante per tutte le sigle, confederali e autonome. Una decisione grave, che abbiamo contestato e che andrà rettificata».

Rota ha poi espresso solidarietà da parte di tutta la Federazione per la popolazione dell’Emilia Romagna colpita dalle alluvioni di maggio: «Ora serve concretezza: si operi per fare arrivare i ristori e fare ripartire la regione in modo partecipato e con il coinvolgimento delle parti sociali».

Il Consiglio Generale si è concluso con l’intervento del Segretario Generale della Cisl Luigi Sbarra, in collegamento da Roma, che ha sottolineato come «la montagna ha il forte potere di metaforizzare tante delle sfide e opportunità che abbiamo di fronte. Una montagna ‘difficile’, ‘povera’, come la Sila, ha intorno a sé tutte le contraddizioni, le fragilità, ma anche le potenzialità e le opportunità di questo particolare momento storico. Nella montagna c’è la sfida di uno sviluppo ancora negato, della crescita inespressa, di sinergie da ritrovare tra filiere agroalimentari, artigianato, turismo, infrastrutture, l’idea di un riscatto da conquistare per il Sud, i lavoratori, le famiglie e le imprese», ha aggiunto Sbarra, che nell’atto della scalata vede lo spirito della Cisl, l’energia di un fare lontano dall’ideologia, dal populismo, dalla demagogia: «Un cammino faticoso ma appagante – lo ha definito il leader della Cisl – rinfrancato dall’unico mandato che ci interessa: quello delle persone che rappresentiamo».

Per Luigi Sbarra «il sindacato si rimbocca le maniche e costruisce nuovi sentieri, non cerca scorciatoie, sta dentro alle dinamiche di decisione, si carica di parte del peso del cambiamento con entusiasmo e responsabilità».

Ecco perché, ha aggiunto il leader della Cisl riferendosi al dialogo con il Governo Meloni e le istituzioni, «sminuire ora i momenti di confronto equivale a svilirne il ruolo e quanto conquistato con la mobilitazione di questi mesi. Il lavoro che deve svolgere un sindacalista è conquistare spazi di trattativa, restare inchiodato ai tavoli», ha dichiarato Sbarra che non vuole «dare alibi a chi ci vorrebbe fuori dai momenti di decisione ma stare inchiodati ai negoziati senza fare sconti, intransigenti, con la stessa serietà e coerenza che pretendiamo dal Governo. L’Italia ha bisogno di attivare ogni fibra della società nel governo di una crescita partecipata che riguarda l’economia e la democrazia del Paese. Questa è la nostra identità, una scalata – ha concluso Sbarra – che affronteremo insieme con l’energia propria della Cisl».