INPS: due milioni di invisibili

INPS: due milioni di invisibili
L'8 luglio la presentazione annuale dell'INPS alla Camera con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Mario e Salvatore raccontano la loro storia, comune ad almeno due milioni di persone. Mario è basso, tozzo, tipicamente sardo, era un muratore, ora è in pensione, ha 68 anni. Salvatore invece è più anziano, ne ha 77, le gambe non stanno un attimo ferme, ha gli occhi azzurri ed i capelli argentati, sicuramente un tempo erano biondi, è sardo anche lui, ma faceva l’ebanista.

Siamo a piazza Guadalupe, a Roma, una piazza come tante, che ogni mattina vede riunirsi gruppi di amici pensionati per passare un po’ di tempo assieme.

“Prendiamo 700€ al mese, ma mi dici come facciamo ad andare avanti? Io ne pago 400 di affitto”

“E’ uno schifo, tutto. Anche le medicine sono rincarate. Io ho avuto due infarti l’anno scorso, ma come faccio a pagare tutto quanto? Ma lo sai tu quando prende Amato di pensione? 31000€”

Sono provati Mario e Salvatore, sono stanchi di non essere rappresentati, stanchi di essere gli ultimi, stanchi di essere “quelli su cui si regge l’economia”.

La relazione annuale alla Camera del presidente INPS, Tito Boeri, tenutasi l’8 luglio non li cita. Un intervento molto importante però il suo, gli va riconosciuto il merito delle armi. Parole che non hanno avuto il timore di ammonire la politica in presenza della più alta carica dello stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Boeri, è apparso combattivo e tenace, e non ha fatto sconti alle nostre amministrazioni di stato. Ha sottolineato come le conseguenze della crisi erano tutt’altro che inevitabili, e che si poteva ottenere “una distribuzione più equa dei costi della crisi, una maggiore solidarietà di fatto e non solo a parole in un periodo difficile per tutti”. Ha poi messo in guardia il Governo dalle possibili ripercussioni che gli incentivi del Jobs act potrebbero causare, si parla di cifre dai 5 ai 10 miliardi di euro; ed ha rimarcato molto il discorso sull’aumento della povertà in Italia, preoccupandosi, e questo fa ben pensare, dei giovani, sia per oggi che per il futuro.

Ma il momento fondamentale dell’intervento è stata l’illustrazione dei cinque punti cardine della proposta di legge che l’INPS ha già sottoposto all’attenzione dell’esecutivo. Una maggiore protezione sociale dai 55 anni in su; l'unificazione dei pagamenti con l’istituzione, da giugno scorso, del giorno delle pensioni, sarà infatti erogata il primo del mese la pensione a tutti; un'armonizzazione dei tassi di rendimento, chiedendo inoltre alla Camera ed al Senato di rendere pubbliche le regole che hanno storicamente reso possibile la concessione degli attuali vitalizi; una flessibilità sostenibile ed infine nuove opportunità di versamenti. Sono questi i punti su cui si fonda la riforma proposta dall’INPS e di cui il Governo “prenderà atto” ha garantito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti.

Eppure al discorso di Tito Boeri è mancato qualcosa, qualcosa di assolutamente sostanzioso. Non ha parlato di quei due milioni di pensionati che percepiscono una pensione al di sotto dei 1000€, che pure sono presenti nel rapporto INPS.

Come Salvatore e Mario ce ne sono molti in Italia, almeno due milioni. Alcuni sono costretti a riciclare la spazzature, altri a rubare nei supermercati, come confermano alcuni supermercati della capitale.

Ed allora, forse, si sarebbe dovuto parlare anche di loro.

  • Tito Boeri
  • Autore: Gabriele Guida
  • Giuliano Poletti
  • Autore: Gabriele Guida

Pubblicato in Attualità

 


 

Agrpress

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