Intestare sala alla Regione Lazio a Gino Fàlleri, decano del giornalismo

Intestare sala alla Regione Lazio a Gino Fàlleri, decano del giornalismo Foto di M. Riccardi © AGR
L’avvenuta scomparsa a Roma, lo scorso 18 marzo, di Luigi Fàlleri, detto Gino, decano e riferimento del giornalismo e, in particolare, del pubblicismo italiano, ha suscitato significativi interventi sul ruolo da lui esercitato a difesa del riconoscimento della insostituibile funzione del giornalismo, valutandola obiettivamente, senza cadere nella trappola del corporativismo, come perno centrale di una corretta informazione.

Per onorarlo degnamente, il Capogruppo di “Liberi e Uguali” nel Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Ognibene, ne ha proposto la nomina di una sala all’interno della Regione. Ognibene ha ricordato che “Gino Fàlleri, è stato nel Lazio un giornalista galantuomo che si è sempre battuto fino all’ultimo giorno al servizio della libertà di stampa. Ogni giorno della sua vita è stato speso, con l’eleganza e la determinazione ad essere un punto di riferimento per ogni iniziativa mirata a garantire il pluralismo dell’informazione. Come vicepresidente dei giornalisti del Lazio è stato davvero un uomo al servizio dei cittadini unico ed encomiabile il suo lavoro, credo che dedicargli una sala della nostra regione sia il minimo tributo che si possa fare per un personaggio simbolo come è stato lui in tutta la sua vita, dedicargli una sala vuol rappresentare che ogni sincero democratico potrà ricordarsi che Gino è stato una figura professionale da cui prendere giornalmente esempio”.

Nato a Mercatello sul Metauro nel 1926, dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza, Gino Fàlleri ha iniziato l’attività giornalistica nel Messaggero di Roma e, successivamente, come collaboratore, in numerose testate quotidiane e periodiche, tra le quali il Popolo di Roma, Momento Sera, Il Giornale d’Italia, Italia Sera, l’Opinione, Il Globo, il Resto, di cui è stato garante per il lettore, Giornalisti Europei, settimanale da lui ideato, l’Agenzia ASCA, Tele Terni, di cui è stato direttore dal 1974 al 1977 e il GR2 della RAI.

Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, al quale era iscritto dal 1957 nell’elenco pubblicisti, e Presidente Nazionale del GUS - Gruppo Giornalisti Uffici Stampa, gruppo di specializzazione a carattere professionale-sindacale della FNSI - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Gino Fàlleri è stato uno strenuo difensore dei diritti della categoria nel rispetto delle norme che la regolano. Numerose le iniziative da lui promosse a sostegno e per la promozione di una “cultura dell’informazione” sempre più messa in discussione dai nuovi mezzi utilizzati nella diffusione di notizie da personaggi non sempre qualificati, come la rete social.

Attento alla formazione dei giornalisti, in particolare dei giovani che volevano intraprendere la professione, è stato autore di numerose pubblicazioni sulla professione e sulla deontologia attraverso puntuali analisi storiche delle norme che, nel tempo, si sono succedute in Italia per regolamentare la figura del giornalista, nelle sue varie articolazioni e competenze, e la professione giornalistica. E’ stato docente di diritto dell’informazione e giornalismo presso atenei italiani tra i quali la LUISS, dove è stato consigliere del Comitato di direzione della Scuola Superiore di Giornalismo, l’Università di Pisa, l’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio”, l’Università di Siena, l’Università del Foro Italico. E’ stato, inoltre, nel Comitato di direzione della scuola post-universitaria di giornalismo dell’Università di Tor Vergata di Roma e dell’Osservatorio sui media istituito dall’Università Bocconi di Milano.

Socio fondatore della Casagit, è stato Segretario generale aggiunto e membro della Giunta della FNSI, nella quale ha svolto anche l’incarico di Presidente della Commissione Uffici Stampa, Presidente dell’Ugef - Unione giornalisti per l’Europa federale, dell’ANGPI - Associazione Nazionale Giornalisti Pubblicisti Italiani e dell’EAPO& IC con sede a Roma e Bruxelles e “leader” del Gruppo Pubblicisti Unitari di Stampa Romana, da lui fondato, presente con propri rappresentanti negli Organismi nazionali e regionali della categoria.

Tra i numerosi riconoscimenti avuti, particolarmente significativa, nel riconoscimento del “lavoro” da lui svolto affinché il giornalismo resti la fonte primaria dell’informazione, l’Onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

Pubblicato in Attualità
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

 


 

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