Italia-Libia: energia e immigrazione temi per far ripartire il mediterraneo

Ali Zeidan ed Enrico Letta Ali Zeidan ed Enrico Letta C. Laruffa © Agr
Il premier italiano nel pomeriggio ha avuto un colloquio a Palazzo Chigi con il primo ministro libico Ali Zeidan, sul tema della sicurezza internazionale e sul controllo delle frontiere. Letta ha formulato l’auspicio che cessi qualunque violenza in Libia nei confronti di civili, condizione indispensabile per lo sviluppo di un rapporto di cooperazione.

“La stabilizzazione delle istituzioni in Libia interessa l’Italia in primo luogo e interessa tutto il Mediterraneo. Questo è necessario per controllare i flussi di immigrati clandestini e per far sì che questo controllo possa avvenire con pieno rispetto delle regole internazionali e naturalmente con rispetto delle regole legate al diritti dell’uomo”. Letta ha inoltre spiegato che l’ Italia offrirà “aiuto e sostegno” alla Libia per l’addestramento di 5000 unità delle forze armate libiche, compresa la guardia di costiera e fornirà strumenti per il controllo dei confini.

Ali Zidan Mohammed ha assicurato che “in Libia faremo tutto lo sforzo di cui siamo capaci per arginare il fenomeno dell’immigrazione clandestina” e ha spiegato di aver chiesto la “cooperazione dell’Italia per le infrastrutture necessarie per il controllo del confine meridionale. Quindi per centri di accoglienza degli immigrati, punti di controllo per le forze di polizie di frontiera e tutti gli attrezzi necessari per il pieno controllo del confine”.

Ovviamente, durante l'incontro si è parlato anche di energia: "Vogliamo rilanciare la partnership economica tra Italia e Libia" - ha detto il premier Enrico Letta - insieme al primo ministro libico Ali Zeidan abbiamo incontrato l'ad di Eni, Paolo Scaroni. Il tema dell'energia per noi e' fondamentale. Una buona collaborazione porterà sicuramente a risultati molto importanti".

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