Italicum, 334 sì approvano il nuovo sistema elettorale

Italicum, 334 sì approvano il nuovo sistema elettorale
L’Italicum è legge. La Camera approva con 334 sì, 61 no e 4 astenuti; le opposizioni in accordo hanno abbandonato l’aula poco prima del voto eccetto qualche deputato di Forza Italia.

I no sono quindi  arrivati principalmente dalla minoranza PD e dal Gruppo Misto, senza dimenticare alcuni dissidenti interni a NCD; voti simbolici ma inefficaci, la legge passa e aspetta solamente la promulgazione del Presidente della Repubblica, Renzi incassa di nuovo la vittoria a colpi di maggioranza, sistema duramente criticato da molti esponenti democratici ma soprattutto dalle opposizioni. Il tweet del premier non si è fatto attendere.

 

"Per cinque anni sarà chiaro il governo, chi vince. Ci sarà un sistema nel quale il nostro Paese potrà finalmente essere punto di riferimento per stabilità politica, che è precondizione per l’innovazione economica” afferma Renzi. In Aula il vicesegretario del partito Lorenzo Guerini ha aggiunto: “Diamo valore alla nostra coerenza, così da dare risposte agli impegni presi". 

Dure critiche da Bersani “il dissenso è stato abbastanza ampio. Il dato politico sia sull’approvazione della legge sia sulle dimensioni del dissenso è non poco rilevante”, e da Speranza che sottolinea la gravità di una legge elettorale approvata con meno della maggioranza. Le contestazioni all’Italicum mosse dalle opposizioni nascono dalla presenza sia di un premio di maggioranza simile a quello che ha reso incostituzionale il vecchio “Porcellum" sia delle liste bloccate, altro motivo di incostituzionalità del vecchio sistema elettorale. Il Movimento 5 Stelle, tramite un tweet di Danilo Toninelli, chiede a Mattarella, che ricordiamo da giudice costituzionale aveva votato per l’incostituzionalità del Porcellum, di non firmare la riforma. SEL con Frantoianni parla di legge pessima “non perché ha difetti formali, ma perché ispirata da un impianto sbagliato, da una cultura politica sbagliata”. “Voi dite – ha proseguito il coordinatore nazionale del partito – che la legge viene fatta per dare la governabilità. Ma democrazia significa governo del popolo e forse è qui l’inceppo. Capita che il popolo sia una cosa complessa, capita perfino che il popolo abbia qualcosa da ridire” per questo “avete fatto una legge che costruisce una democrazia decidente in cui il popolo è silente. La governabilità è un valore, ma se il governo è capace di trovare punti di mediazioni, altrimenti diventa un vertice separato, autoreferenziale in cui la decisione perde di legittimità sostanziale. Noi abbiamo un’altra idea in cui conflitti e resistenze non siano uno scarto della storia”. Hanno detto no anche gli ex M5s di Alternativa Libera, la Lega Nord e i Fratelli d’Italia, come annunciato dal capogruppo Fabio Rampelli. “Non voteremo questa legge con la quale la democrazia si suicida – ha detto – Una scena penosa vedere gli eredi di Gramsci costretti a votare una pessima legge perché impauriti da Renzi di tornare a casa”. Lorenzo Dellai ha dichiarato il sì del gruppo dei Popolari per l’Italia, gli “scissionisti” di Scelta Civica. “Il governo da questo voto esce più solido, ma il presidente del Consiglio dovrà ascoltare il dissenso” ha detto Dellai. 

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