L’International Lefthanders Day compie 30 anni

Eva Marie Saint e Cary Grant (entrambi "left-handed") in "Intrigo internazionale" di Alfred Hitchcock) Eva Marie Saint e Cary Grant (entrambi "left-handed") in "Intrigo internazionale" di Alfred Hitchcock)
Trent’anni fa veniva istituito l’International Lefthanders Day (13 agosto).

Fu istituito ufficialmente dal club Lefthanders International nel 1992, anche se la stessa data è stata una ricorrenza connessa al mancinismo fin dal 1973, ovverosia epoche in cui la cultura popolare non era particolarmente “generosa” con l’idea che quella mancina fosse una lateralità “normale” quanto quella destra.

Lo spirito della ricorrenza è quello di diffondere la conoscenza della lateralizzazione meno diffusa fra la popolazione e le sue implicazioni - sia quelle positive sia gli inconvenienti - connesse alla vita quotidiana. Alcuni eventi correlati alla giornata diffondono la conoscenza di utensili e strumenti progettati per mancini, con molta attenzione per quelli progettati specificamente per bambini.

La ricorrenza viene festeggiata in molti Paesi del mondo. Nel solo Regno Unito, ad esempio, si registrano una ventina di eventi regionali, in alcuni fra i quali molti pubs servivano gli avventori come se questi fossero mancini, al contrario di quanto avviene “da prassi”. In altri stands i destrimani hanno la possibilità di provare utensili e strumenti progettati per la mano sinistra, ribaltando così le consuetudini.

Il mancinismo è la tendenza ad utilizzare - in parte o del tutto - il lato sinistro del corpo per compiere movimenti e gesti automatici volontari.

Nel corpo umani molti organi sono doppi, ovverosia uno fra i due è dominante sull’altro (dominanza emisferica, dominanza dell’arto, dominanza oculare). È possibile esser destrimani nelle mani, mancini nel piede e nell’occhio; non esiste mai un organo più importante degli altri che definisca una persona nel suo complesso come destrimana o mancina, se non il conto o la prevalenza numerica degli organi dominanti - destri o mancini - che determinano la prevalente attività dell’emisfero cerebrale (destro o sinistro). Oltre alla mano con cui si scrive, altri movimenti piuttosto indicativi del mancinismo sono con quale mano si impugnano la forchetta, il coltello ed il cucchiaio, si schiaccia e batte la palla (giocando a pallavolo), si gioca a tennis o a ping pong, ci si pettina, si usa lo spazzolino, si allacciano le scarpe, si tiene l’ombrello, quale orecchio si preferisce (ovviamente se non si hanno difficoltà di udito ad una fra le due orecchie), quale mano si pone per prima nel nuoto a stile libero. Come è noto, il lato sinistro del cervello controlla la parte destra del corpo e, viceversa, il lato destro controlla la parte sinistra.

Il mancinismo si osserva da una serie di movimenti quotidiani: con quale mano ci si abbottona un vestito o si chiude una chiusura lampo, se si stringe con la destra o con la sinistra, se si fa un applauso battendo la mano destra sulla sinistra o, viceversa, la sinistra sulla destra, con quale mano si distribuiscono, si reggono e si calano le carte, quale occhio si chiude (ovviamente se la vista è perfetta o buona per entrambi gli occhi) per guardare in un cannocchiale (i destrimani usano solo il destro, mentre i mancini usano il sinistro o, in molti casi, usano indifferentemente il destro e il sinistro. Da tali elementi è possibile fare un’analisi completa della lateralità. A tal proposito è rilevante il fatto che, al contrario di quanto si creda comunemente, l’esser destrimane o mancino non è determinato solo dalla mano e dal piede che vengono utilizzati per la maggior parte del tempo (per scrivere, per guidare), bensì da decine di gesti che vengono compiuto con grande frequenza e con una durata molto minore.

È opinione diffusa che i mancini sperimentino alcune difficoltà nella vita quotidiana per via del fatto che molti oggetti sono nati per destrimani. Molti mancini, invece, affermano di non aver nessuna difficoltà nell’utilizzare oggetti oppure nello scrivere. È opinione comune che i mancini non vedano ciò che scrivono e che per questo motivo siano in svantaggio in confronto ai destrimani. Secondo altri, invece, i mancini, al pari dei destrimani, vedono ciò che hanno scritto ma fra le dita, e, a differenza dei destrimani, hanno anche il vantaggio di vedere il dove andranno a scrivere. Una caratteristica peculiare dei mancini è quella di macchiarsi la mano sinistra d’inchiostro (soprattutto la parte esterna del mignolo e dell’anulare), in quanto appoggiano la mano sul testo appena scritto. È opinione altrettanto diffusa che i mancini abbiano difficoltà nell’utilizzare le forbici: tagliare un foglio di carta con delle forbici per destrimani sarebbe un’azione farraginosa. Difficoltà analoghe si presenterebbero anche con apriscatole e coltelli con lama asimmetrica, anche se pochissimi mancini lamentano difficoltà di sorta. Oggi - ormai da molti anni fa - è possibile trovare nei negozi degli utensili disegnati appositamente per mancini. Una lacuna clamorosa è rappresentata, ad esempio, dalle macchine fotografiche, che non esistono montate per i mancini, i quali, istintivamente, preferirebbero senz’altro utilizzare l’occhio sinistro per guardar nell’obiettivo e “prender la mira” e l’indice della mano sinistra.

Un impedimento diffusosi sempre più negli ultimi venti/venticinque anni, con l’avvento dei computers, deriva dall’utilizzo del mouse. I bambini, indipendentemente dal fatto che siano destrimani o mancini, quando si avvicinano al computer per la prima volta, imparano ad utilizzarlo per gradi e perfezionano la loro abilità nel corso degli anni. Il mouse, così come la maggior parte fra le periferiche del computer, è configurabile per esser utilizzato sia dai destrimani sia dai mancini. Il mouse ha in generale una forma simmetrica e l’uso del tasto destro può esser invertito modificando i parametri del sistema operativo. Ciononostante è piuttosto raro trovare un computer con un mouse posizionato a sinistra e molti mancini imparano e trovano comodo usare la mano destra con il mouse, a tal punto che in molti casi i mancini medesimi trovano difficile utilizzare il mouse con la mano sinistra. Altri mancini (compreso il sottoscritto) preferiscono invertire i comandi del mouse ed utilizzarlo con la sinistra.

Scrivere con la mano sinistra può esser difficoltoso nel mondo occidentale perché si rischia di macchiare il foglio passando la mano sull’inchiostro appena steso. I mancini risulterebbero invece avvantaggiati nei sistemi di scrittura che si scrivono da destra verso sinistra, come quello arabo, ebraico e sino-giapponese, ma solo quando si scrive dall’alto verso il basso, nel qual caso le righe procedono da destra verso sinistra.

Per quanto riguarda gli strumenti musicali, invece, i musicisti mancini che suonano strumenti a corda o la batteria hanno la necessità di specchiare uno strumento destrimano senza variarne la posizione standard. Pertanto fra i musicisti destrimani e mancini non esiste differenza per quanto riguarda l’impostazione del lavoro sotto il profilo tecnico, ma esiste differenza per quanto riguarda la possibilità di soddisfare le proprie esigenze strumentali, per via del fatto che la disponibilità si strumenti mancini sul mercato è piuttosto limitata. Tuttavia, sono numerosi i casi di musicisti che, pur essendo mancini, hanno imparato a suonare da destrimani, fra i quali Ringo Starr, Faso, Mark Knopfler o Gary Moore.

Uno studio del 2020, fondato sulla meta-analisi di oltre due milioni di individui, ha stimato la prevalenza del mancinismo della popolazione al 10,9%.

Un gruppo di ricercatori ha catalogato le impronte delle mani nei disegni preistorici ed ha constatato che la proporzione dei mancini ai tempi delle glaciazioni sembra coincidere con quella dei nostri giorni. Considerando il fatto che il mancinismo ha una componente genetica – e che pertanto subisce gli effetti dell’evoluzione -, i ricercatori di tale studio si sono chiesti il perché la media dei mancini sia rimasta più o meno costante nel corso dei secoli. La risposta è stata che, nonostante il mancinismo sia relativamente “raro” (anche se parliamo di una persona mancina ogni nove/dieci persone e non di una ogni mille), il fatto di esser mancini comporta dei vantaggi in confronto all’esser destrimani. In epoche preistoriche, ad esempio, il vantaggio poteva rivelarsi nei combattimenti. Un mancino si muove infatti in modo differente in confronto a un destrimano e ciò lo può favorire nel prender di sorpresa l’avversario.

Tale peculiarità è ancora oggi evidente in varie discipline sportive, fra cui la scherma, il tennis, il ping pong e la boxe, ma anche il baseball e il cricket, dove i mancini vengono sovente temuti nel “duello” lanciatore-battitore. Nella pallamano e nella pallanuoto, a causa della presenza di un’area intorno alla porta riservata al portiere, i mancini sono molto ricercati in quanto facilitati nel tirare in porta dal lato destro del campo. Anche nella pallavolo un mancino/mancina è preferito/preferita nell’attacco dal lato destro del campo. Nell’hockey su ghiaccio, il numero di giocatori mancini è leggermente superiore in confronto a quello dei destrimani, anche perché i giocatori destrimani impugnano sovente il bastone con la mano sinistra. Per determinare con quale mano si tiene il bastone si osserva quale mano è più in basso. Nel calcio, poco meno della metà dei giocatori professionista è mancina; questo perché i giocatori mancini sono solitamente più adatti per giocare nella parte sinistra del campo. Ciò rende i mancini avvantaggiati in varie carriere sportive in confronto ai destrimani, essendo più rari nella popolazione.

La costanza dei mancini nel corso dei secoli dimostra inoltre che la forza evolutiva dell’esser destrimani o mancini è del tutto indipendente dalle culture, dato che queste ultime si modificano e si evolvono, mentre la percentuale dei mancini è sempre più o meno costante.

 

I pregiudizi del passato

Il termine “mancino” deriva dal latino “mancus” ed è sinonimo di “mutilato”, “storpio”. Pertanto l’etimologia della parola “mancino” conferma il pregiudizio negativo verso il mancinismo. Consultando un vocabolario, all’aggettivo “sinistro” troviamo “avverso”, “sfavorevole”, “funesto”, “minaccioso”, “pauroso”, “torvo”, “disastroso”, “luttuoso”, “incidente”, “disastro”, “sciagura” (ad esempio un sinistro automobilistico; il danno corrispondente che una compagnia assicurativa deve risarcire: “liquidare un sinistro”).

Analizzando la storia europea – e non solo europea – si incontrano vari episodi che mostrano come l’utilizzo della mano sinistra non fosse visto di buon occhio (soprattutto per motivi religiosi – che in molti casi vanno a braccetto con superstizioni cretine). Anzi, la mano sinistra era considerata “la mano del diavolo” ed i mancini venivano visto come degli “invertiti”. I bambini venivano costretti, anche con punizioni corporali, a scrivere con la mano destra, diventando così dei “mancini corretti”. La sinistra è sempre stata “l’altra mano”, quella del diavolo dipinto nelle iconografie medioevali con due arti identici e non speculari: la mano “sbagliata” per definizione, appendice «dell’eresia e dell’apostasia», come affermava Giorgio Manganelli evocando polemicamente la «letteratura della mano sinistra».

In passato il mancinismo era considerato una devianza. Negli anni Venti del Novecento fu associato alla demenza e negli anni Quaranta fu connesso alla dislessia. Solo a partire dagli anni Settanta, in Occidente il mancinismo è stato considerato come una caratteristica individuale e si è smesso (quantomeno in ambienti non trogloditi) di imporre l’uso della mano destra.

Nella prima infanzia, nel cervello umano avviene una “specializzazione funzionale” dei due emisferi cerebrali. Nei mancini ad esser predominante è l’emisfero destro (che, notoriamente, controlla il lato sinistro del corpo così come, viceversa, l’emisfero sinistro del cervello controlla il lato destro). Tale processo di lateralizzazione avviene dopo i tre/sei mesi. Comincia così lo sviluppo del linguaggio e si conclude intorno ai tre/quattro anni. Le cause della differente lateralizzazione non sono ancora chiarissime. In ogni caso è accertato che l’ereditarietà è un fattore importante - sia pur non dominante - nel mancinismo. Ciò significa che non necessariamente da due genitori mancini nascerà un figlio/figlia mancino/mancina, ma la caratteristica potrà esser ricorrente nella generazione successiva o in quella ancora dopo. Alcuni studi genetici hanno dimostrato che vari geni - come ad esempio il gene PCSK6 sul cromosoma 15 -, che determinano la lateralizzazione nel corso dello sviluppo embrionale -, controllando ad esempio la ciliogenesi e la segnalazione nodale, contribuiscono al mancinismo.

Tuttavia, una serie di studi più recenti ha mostrato la plasticità del cervello, almeno nel passaggio da destrimane a mancino. Si è visto che in sole due/tre settimane con l’arto principale (il braccio destro) fermo (ad esempio a causa di una frattura), la persona impari a compensare con una mano sinistra piuttosto veloce e precisa. Tramite risonanza magnetica lo studio evidenzia che lo stimolo all’uso “svegli” l’emisfero cerebrale non dominante (nei destrimani è l’emisfero destro), addirittura con cambiamenti rilevabili sotto il profilo dello spessore della corteccia cerebrale.

 

Il mancinismo contrastato

Il mancinismo contrastato è il tentativo forzato di modificare - soprattutto per quanto riguarda la scrittura a mano - in età pediatrica l’attitudine dei mancini ad utilizzare in prevalenza la mano sinistra. È stato messo in pratica per decenni da insegnanti o familiari disinformati sulle possibili conseguenze, ma, sia pur in forte diminuzione, è ancora presente in alcune zone del mondo. Può provocare una serie di interferenze fra i due emisferi cerebrali; interferenze che possono provocare incertezza, discordanza funzionale e comportamentale. Tali sintomi possono fissarsi con la mancata affermazione di uno fra i due emisferi. Il contrasto non è solo l’uso forzato della mano destra per scrivere – imposto nelle scuole del passato -, ma qualunque forzatura ad usare la mano o il piede destro per compiere movimenti che ad un mancino/mancina verrebbe spontaneo compiere con l’altra mano/altro piede.

Se il mancinismo viene contrastato nelle primissime fasi dello sviluppo può provocare danni - anche gravi - alla strutturazione dell’attività motoria e possono manifestarsi interferenze con l’organizzazione psicologica complessiva. Un prerequisito generale dell’attività motoria è infatti la corretta lateralizzazione, ovverosia l’uso prevalente di uno fra i due lati del corpo (mano e braccio, piede e gamba, occhio) per attivare il movimento, in corrispondenza con la dominanza emisferica cerebrale. Ciò potrebbe spiegare il ritardo delle funzioni motorie un’elevata percentuale di bambini/bambine ambidestri/ambidestre (non in quelli nati ambidestri, bensì in quelli in cui il fatto di esser ambidestri era una conseguenza diretta del fatto di esser mancini “corretti”).

Gli ambidestri utilizzano indifferentemente la mano destra e sinistra. Rappresentano il 2/3% della popolazione mondiale. Si tratta di persone in cui permane la bilateralizzazione, ovverosia la non lateralizzazione degli emisferi cerebrali presente nel bambino/bambina prima dei tre anni.

Fra i mancini/mancine noti/note troviamo Buzz Aldrin, Neil Armstrong (1930-2012), Chester Charles Bennington (1976-2017), Samuele Bersani, David Bowie (1947-2016), Fidel Castro (1926-2016), John Cena, Charlie Chaplin (1889-1977),  Winston Churchill (1874-1965), Bill Clinton, Phil Collins, Tom Cruise, Robert De Niro, Céline Dion, Steve Forbes, Henry Ford (1863-1947), Benjamin Franklin (1706-1790, Morgan Freeman, Sigmund Freud (1856-1939), Judy Garland (1922-1969), Bill Gates, Jean-Paul Gaultier, Uri Geller, Cary Grant (1904-1986), Rex Harrison (1908-1990), Jimi Hendrix (1942-1970), Katharine Hepburn (1907-2003), Steve Jobs (1955-2011), Scarlett Johansson, Angelina Jolie, Diane Keaton, Nicole Kidman, Leonardo da Vinci (1452-1519), Diego Armando Maradona (1960-2020), John McCain, Paul McCartney, Rober McNamara (1916-2009), Steve McQueen (1930-1980), George Michael (1963-2016), Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Marilyn Monroe (1926-1962), Demi Moore, Alberto Moravia (1907-1990), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Rafael - “Rafa” - Nadal, Napoleone Bonaparte (1769-1821), Barack Obama, Auguste Piccard (1884-1962), Brad Pitt, Robert Plant, Gordon Ramsay, Ronald Reagan (1911-2004), Robert Redford, Rembrandt (1606-1669), Luigi - “Gigi” - Riva, Julia Roberts, Nelson Rockfeller (1908-1979), Valentino Rossi, Eva Marie Saint, David Maria Sassoli (1956-2022), Albert Schweitzer (1875-1965, Ayrton Senna (1960-1994), Paul Simon, Mark Spitz, Ringo Starr, Rod Steiger (1925-2002), Alan Turing (1912-1954), Peter Ustinov (1921-2004),  Paul Verlaine (1844-1896), H. G. Wells (1866-1946), Bruce Willis, Oprah Winfrey, Mark Zuckerberg… e molti altri/altre.

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Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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