La Presidente della Commissione Europea Ursula vor der Leyen in visita a Roma

La Presidente della Commissione Europea Ursula vor der Leyen in visita a Roma foto Maurizio Riccardi
Giovedì 9 giugno 2022 Roma ha accolto Ursula vor der Leyen.

La Presidente della Commissione Europea, dal palco del Maxxi di Roma - dove si svolge il festival ”The New European Bauhaus in Italia” - ha parlato di energie rinnovabili, di architettura sostenibile e di green deal. «Noi ricostruiremo l'Ucraina, e dobbiamo farlo nello spirito del Nuovo Bauhaus», ha dichiarato Ursula vor der Leyen.

Ad accoglierla al Maxxi la presidente del Museo Giovanna Melandri, il ministro della Cultura Dario Franceschini, la direttrice del Tg1 Monica Maggioni, la quale ha moderato l'incontro, il presidente dell'Eni Michele Crisostomo e la rettrice dell’Università Sapienza Antonella Polimeni. Presente all'incontro anche l’architetto Diebedo' Francis Kere', vincitore del Pritzker Architecture Prize 2022. 

Il Festival Internazionale NEB (New European Bauhaus), che si svolge da giovedì 9 a domenica 12  giugno 2022 soprattutto a Bruxelles, vede oltre duecento eventi online ed in presenza in tutti i Paesi dell'Unione Europea.  «È incredibile vedere oltre duecento eventi in programma in questa manifestazione, molti anche in Italia, Paese che voglio ringraziare, perché è entusiasta e in prima linea», ha dichiarato la von der Leyen.

«L'economia russa è fondata su gas, petrolio e carbone e noi nell'Ue ne siamo fortemente dipendenti. A causa di questa guerra orribile abbiamo deciso di ridurre la dipendenza. Adesso dobbiamo andare avanti, stare attenti a non restare bloccati con nuovi fornitori e investire massicciamente nelle energie rinnovabili. Siamo al limite, per troppi decenni abbiamo inquinato, sprecato, estratto e preso dal pianeta più di quello che potevamo ridare e sappiamo che ora serve un cambiamento e per questo c'è il Green deal europeo. Ma ci siamo accorti che mancava qualcosa: un movimento dal basso delle persone. E per questo il cuore e l'anima del Green deal europeo è il nuovo Bauhaus europeo».

«Sappiamo che gli artisti scoprono il futuro prima di noi. Ecco perché siamo qui, per ribadire che la bellezza può essere fonte di cambiamento forte, per ridisegnare, insieme al Maxxi, il cambiamento che vogliamo nel mondo, che dovrà essere "carbon free" e dove dobbiamo pensare uno spazio nuovo per la comunità. Dobbiamo fare le cose per bene. Ci troviamo in un momento di cambiamento radicale, anche per il “green deal”. Il 40% delle emissioni di Co2 arriva dalle abitazioni. Devono nascere progetti senza impatto ambientale, ispirandosi alla natura nel costruire come ha fatto l'architetto Diébédo Francis Kéré. Dobbiamo garantire che tutti partecipino a un mondo di prosperità. La stessa cosa deve riguardare il green deal, che non può prescindere dall'elemento sociale. Dobbiamo prendere in considerazione l'impatto verso i nostri vicini, come quello sull'Africa. Dobbiamo passare alle rinnovabili, e in Africa ci sono risorse per utilizzare questo tipo di energia. Dobbiamo sviluppare assieme ai nostri vicini le energie che alimenteranno il pianeta in maniera ecologica, lavorando tutti insieme a questo scopo. Infine, la tecnologia dev'essere creata in Africa, come la produzione dei vaccini, bisogna esportare la tecnologia».

 «Possiamo e dobbiamo fare di più tutti insieme per portare la cultura al centro della nuova visione dell'Europa, in cui il cambiamento accade grazie alla progettazione. Vogliamo lodare il lavoro fatto in questo senso dalla Commissione Europea. La cultura offre comprensione, dialogo, soluzione, contribuendo all'impegno ambientale e sociale. Abbiamo bisogno di saggezza, ecco perché a Napoli a giugno riuniremo tutti i ministri della Cultura per lanciare insieme agli Stati membri un nuovo processo di cooperazione culturale. La cultura in Europa deve contare per il bene dell'inclusività e della creatività nelle società del Mediterraneo e per svolgere un ruolo fondamentale nell'attuare una nuova agenda europea per il Mediterraneo. La voce dell'Ue deve essere ascoltata grazie alla cultura perché gli esseri umani siano più uniti per la pace», ha dichiarato il ministro della Cultura Dario Franceschini.

 

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