L'Eni scrive a Gazprom: "Clemenza per gli attivisti Greenpeace"

Per Cristian D’Alessandro, l’attivista di Greenpeace ancora in carcere in Russia, si è mossa anche l’Eni, la compagnia petrolifera italiana che con la Russia intrattiene da decenni rilevanti rapporti d’affari.

DALESSANDRO

Per Cristian D’Alessandro, l’attivista di Greenpeace ancora in carcere in Russia, si è mossa anche l’Eni, la compagnia petrolifera italiana che con la Russia intrattiene da decenni rilevanti rapporti d’affari. L’amministratore delegato Paolo Scaroni, ha raccolto l’invito dei parlamentari Pd, Sel e Sc (Anzaldi, De Petris e Molea) che nei giorni scorsi avevano chiesto il suo intervento. 
Gli ambientalisti di Greenpeace sono stati arrestati per la loro azione dimostrativa nelle vicinanze di una piattaforma in mare della compagnia di Stato moscovita, la Gazprom, e proprio ad Alexey Miller, amministratore delegato della compagnia petrolifera, Scaroni ha indirizzato la richiesta:

«Caro Alexey - scrive Scaroni - capisco che la competenza sulle accuse rivolte agli attivisti sia delle autorità russe, e che Gazprom non ha alcun ruolo nell’indagine. Tuttavia – data la tua grande reputazione – un appello alla clemenza da parte tua potrebbe essere di aiuto a coloro che sono detenuti, e aiuterebbe l’industria dell’energia a stabilire un dialogo trasparente e costruttivo con tutte le entità interessate. Grazie in anticipo per la considerazione che vorrai dare a questa mia”. 

“Ringraziamo l’Eni - dichiarano invece i parlamentari Anzaldi, De Petris e Molea - il suo Amministratore delegato Paolo Scaroni per la grande sensibilità dimostrata sulla vicenda degli attivisti di Greenpeace incarcerati in Russia. Speriamo che possa contribuire alla salvezza dei giovani di Greenpeace”. 
“Esprimiamo gratitudine e riconoscenza – aggiungono i parlamentari – all’Eni per la scelta di esporsi pubblicamente in questa vicenda, all’indomani di una decisione incomprensibile dal punto di vista giuridico che danneggia la vita di molti giovani, con il rischio di lasciarli in un carcere russo per 10-15 anni solo per aver manifestato le proprie idee in difesa dell’ambiente. Eni ha deciso di esporsi, pur essendo una società che compete alla pari con le più grandi compagnie del mondo, in un settore complicato come quello energetico”..

 

Pubblicato in Attualità

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