Lo stop di Roma ai migranti e la risposta del Viminale

Virginia Raggi (foto di archivio) Virginia Raggi (foto di archivio) @Maurizio Riccardi
Non si fa attendere la risposta del Viminale alla lettera che Virginia Raggi ha consegnato ieri al prefetto di Roma Paola Basilone. “Molte città sono in difficoltà, ma anche la Capitale deve fare la sua parte. L’ondata di sbarchi non si ferma: quest’anno ci dobbiamo preparare ad accogliere 200mila migranti”.

Spiegano dal ministero guidato da Marco Minniti, in un articolo pubblicato su La Repubblica: “Sappiamo delle tensioni che circolano, ma purtroppo i numeri sono questi e tutti devono fare di più. Stando alle quote concordate con l’Anci, la Capitale con la sua provincia potrebbe ancora accogliere 2.000 rifugiati”. A Roma infatti, in base all’accordo del 10 luglio 2014 che ridistribuisce proporzionalmente i migranti sul territorio nazionale in base alla quota di accesso al Fondo nazionale per le politiche sociali da parte di ogni regione, spetterebbe una quota massima di 11.000 migranti, cifra che ancora non è stata raggiunta e che si attesta attorno alle 8.600 persone. 

Dati che sicuramente saranno inseriti all’interno della lettera, che giungerà a breve, da parte del Prefetto di Roma in risposta alla lettera della Sindaca capitolina. Una lettera senza polemiche, ma che farà parlare i numeri con i dati ufficiali del ministero dell’Interno sui migranti ospitati dal circuito di centri di accoglienza gestiti dalla prefettura. Una situazione che la prefettura si ritiene perfettamente in grado di gestire, un flusso che non a caso viene definito "ordinario”.

La Raggi ieri, 13 giugno, nella sua lettera chiedeva al ministero dell’Interno una moratoria sui nuovi arrivi, vista la "forte presenza migratoria e il continuo flusso di cittadini stranieri”. Nella lettera sottolineava la necessità di considerare l'elevata "pressione migratoria cui è sottoposta Roma" nella decisione della dislocazione di nuove strutture di accoglienza. "Per tali motivi, questa amministrazione, in considerazione degli elevati flussi di migranti non censiti, auspica che le valutazioni sulle dislocazioni di nuovi insediamenti tengano conto dell'evidente pressione migratoria cui è sottoposta Roma Capitale e delle possibili devastanti conseguenze in termini di costi sociali e di protezione degli stessi beneficiari, evitando di gravare, ulteriormente, sul territorio comunale”. E, poco più tardi, su Facebook annunciava: “Chiederò un incontro al responsabile del Viminale per intervenire sul tema degli arrivi incontrollati”.

Ma nella lettera scriveva anche: “Trovo impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale”. Eppure, a dicembre, proprio il Campidoglio pubblica l’ultimo bando per l’accoglienza, che si aggiudicherà in queste settimane, proponendosi per accoglierne 2.768 contro i 250 dei primi decreti ministeriali, mentre, per fare un paragone, Milano e Torino hanno dato la disponibilità per accogliere rispettivamente 414 e 460 persone.

Comunque sia, il 2017 sarà un anno complesso dal punto di vista dell’accoglienza. Attualmente, tra strutture temporanee e centri governativi, sono già 180mila i migranti accolti, e gli arrivi via mare non sono mai cessati, ad oggi sono 64.158 migranti sbarcati sulle nostre coste, il 17% in più dello stesso periodo dell’anno scorso. A questo si aggiunge il grande problema del sistema di “rilocation”. La Commissione Europea ha pubblicato il tredicesimo rapporto sullo stato di attuazione del programma di redistribuzione dei richiedenti asilo nell'Unione Europea. Da gennaio 2017 sono state ricollocate 10.300 persone rispetto ai 1.600 ricollocati nello stesso periodo del 2016, ma comunque lontanissimi dall'obiettivo dei 160.000 ricollocamenti entro settembre 2017. 

Pubblicato in Attualità

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