Mafia capitale, al PD romano i soldi delle cooperative di Buzzi

Mafia capitale, al PD romano i soldi delle cooperative di Buzzi
Bufera sul PD romano e laziale. Stipendi dei funzionari del PD romano pagati con i soldi di mafia capitale. Carlo Cotticelli, tesoriere dem, era il contatto di Buzzi. Caos anche in Regione dove si registrano telefonate, incontri e sms tra Buzzi e il capogruppo del PD Marco Vincenzi.

Quello che emerge dalle intercettazioni sarebbe un versamento di 7000 euro, regolarmente fatturato, richiesto dal tesoriere del PD di Roma Carlo Cotticelli al capo della cooperativa “29 giugno” Salvatore Buzzi, protagonista dello scandalo Mafia Capitale.  Tra le conversazioni intercettate dai carabinieri del Ros c’è anche quella tra Salvatore Buzzi e il suo vice Carlo Guarany che lo informa che Cotticelli chiede finanziamenti perché il PD di Roma non riesce a pagare gli stipendi dei propri funzionari: "Non erano riusciti a pagare gli stipendi di agosto e non sapevano cosa fare. E così chiedeva a Buzzi se per caso potesse aiutarli dando loro 6-7000 euro per pagare gli stipendi di agosto e una parte di settembre”. Buzzi era soddisfatto della cifra chiesta dal PD, perché ritenuta molto più bassa delle aspettative. Se li erano comprati con poco:“Un assegno di settemila euro, abbiamo fatto buona figura con poco. Pensavamo che ce chiedesse un sacco di soldi, invece c’ha chiesto 7mila euro. Non c’è sembrato vero! Subito: 7mila euro subito! Abbiamo fatto un figurone”. Buzzi era convinto di poter “contare” sui consiglieri, anche quelli del Partito democratico. Perché, come aveva detto a Massimo Carminati, capo della cupola mafiosa: “li paghiamo tutti”.

Non finisce qui. Dalle indagini emerge come Buzzi fosse in contatto anche con il capogruppo del PD in Regione Lazio Marco Vincenzi, autore dell’emendamento che aumentava di 600mila euro i finanziamenti alla cooperativa di Buzzi. Incontri, telefonate e sms tra loro.

L’indagine va oltre i confini romani e laziali. Il PD era coinvolto con Buzzi anche sul Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i migranti di Catania, il più grande d’Europa che, come riporta Il Fatto Quotidiano, costa ai contribuenti 139mila euro al giorno. Indagine che ha coinvolto anche il sottosegretario all’Agricoltura in quota Ncd Giuseppe Castiglione, indagato dalla Procura di Catania per una presunta turbativa d’asta. A riguardo Buzzi il 31 marzo 2015 disse ai magistrati: ”Su Mineo casca il governo. Potrei, cioè, se possiamo spegnere – chiede Buzzi ai PM - il registratore glielo dico, se può spegnere un secondo”. Quello che trapela è che a raccontare quello che è successo in merito agli appalti è Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto con Walter Veltroni sindaco.

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