Mario Monicelli - La commedia all’italiana finisce in tragedia.

Anche l’ultimo grande del cinema italiano se ne va. E se ne va a 95 anni decidendo per la sua vita, fino in fondo. Mario Monicelli si è infatti gettato ieri sera -intorno alle 21- dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era stato ricoverato il giorno prima a causa di un tumore alla prostata. Si è suicidato come fece il padre, Tommaso, nel 1946.

 

petri_monicelli_desica_maselliAnche l’ultimo grande del cinema italiano se ne va. E se ne va a 95 anni decidendo per la sua vita, fino in fondo.
Mario Monicelli (al centro nella foto) si è infatti gettato ieri sera -intorno alle 21- dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era stato ricoverato il giorno prima a causa di un tumore alla prostata. Si è suicidato come fece il padre, Tommaso, nel 1946.
Monicelli ha raccontato l’Italia attraverso il grande schermo, iniziando con I ragazzi della via Paal nel 1935, passando per Totò cerca casa, I soliti ignoti, La grande guerra, L’armata Brancaleone, Amici miei, Il marchese del grillo, Un borghese piccolo piccolo fino all’ultimo lungometraggio Le rose del deserto del 2006. Un grande regista, un uomo di cultura che ha lavorato con i migliori attori italiani di sempre, tra cui: Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Claudia Cardinale, Sophia Loren, Nino Manfredi, Gian Maria Volontè.
Insieme con Dino Risi, Monicelli ha portato la commedia italiana in tutto il mondo, raccontando l’Italia degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta; un’Italia raccontata in maniera eccelsa, un’Italia che forse non è mai cambiata e per la quale, in una delle sue ultime interviste a Rai per una notte nel marzo scorso, aveva invocato la rivoluzione.
Con lui se ne va quel cinema che ci ha resi fieri di essere italiani, ma ci restano i film, patrimonio di una cultura italiana che deve essere coltivata, perché come lo stesso regista aveva recentemente affermato: “Senza cultura in Italia non rimane nulla”.
La famiglia ha comunicato che non ci sarà nessun funerale -Monicelli è sempre stato un uomo laico- ma soltanto un ricordo che si terrà domani mattina alle ore 10 nel quartiere Monti dove il regista ha sempre vissuto. Un quartiere che Monicelli ci ha raccontato nel suo ultimo lavoro, un documentario dal titolo Vicino al Colosseo… c’è Monti del 2008.
“La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena”. Così il grande regista parlava riferendosi al suicidio del padre, così probabilmente possiamo spiegare la sua scelta.  

SILVIA PREZIOSI
 
Foto Carlo Riccardi © 1960 - Archivioriccardi.it

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Pubblicato in Attualità

 


 

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